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Sanitari no vax, 174 a rischio sospensione: l'ultimatum di Giani scade il 30 settembre

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Rischio sospensione per 174 sanitari senesi non vaccinati, dipendenti della Asl Toscana sud est e dell’Azienda ospedaliera. Il numero è indicativo e potrebbe anche essere leggermente più basso, ma orientativamente 104 provengono dalle fila dell’Azienda sanitaria e circa 70 (è questo il dato che potrebbe calare a un esame più approfondito) prestano il loro servizio alle Scotte.

 

 

Al quantitativo, poi, si aggiungono tutti gli altri professionisti a vario titolo, dai medici di base agli infermieri delle altre strutture, i pediatri e via dicendo. In tutta la macro area della sud est sono un migliaio, ma questo dato è da filtrare perché comprende tutte e tre le province: Siena, Arezzo e Grosseto. L’allarme è scattato dopo le parole del presidente della Regione Eugenio Giani, che ha puntato il dito contro i 4500 no vax di tutta la Toscana avvertendoli che il tempo della tolleranza è finito e che chi non avrà avuto la propria dose entro il 30 settembre verrà lasciato a casa. Coloro che non hanno ancora seguito il regolare percorso stanno per ricevere una lettera in cui vengono avvertiti dei rischi lavorativi che corrono, in modo che possano valutare la scelta che ritengono più adeguata

 

 

“In Toscana medici no vax fuori dai luoghi pubblici. In partenza 4.500 lettere di sospensione”. Questa la dichiarazione del presidente Eugenio Giani affidata a un post su Facebook e poi rilanciata dalle agenzie che ha creato non poca eco. “No vax fuori dai luoghi pubblici dal 30 settembre. Lotterò fino alla fine con coloro che non si vogliono fare il vaccino. Il nostro è un atteggiamento di assoluto rispetto fino al 30 settembre, dopo tiriamo le somme della nostra campagna vaccinale e chi non ha fatto il vaccino non ha più scuse”, ha dichiarato ancora Giani. “Dopo quella data chi non ha fatto il vaccino sta a casa: queste persone non si provino a venire nei luoghi pubblici perché la loro non vaccinazione per scelta è una cosa inconcepibile nell’economia e nell’interesse di una comunità che vuole superare l’emergenza sanitaria”.