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Palio straordinario, De Mossi allo scoperto: "Va fatto, la città sta soffrendo"

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Carlo Pellegrino
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Luigi De Mossi non getta la spugna. Il sindaco di Siena crede al Palio straordinario, lo ha ribadito anche mercoledì 18 agosto in un intervento a Radio24: “Non credo sia possibile farlo a settembre - ha ammesso - ma certamente sarà necessario poterlo fare anche per onorare la fine della pandemia”. 

 

 

Niente settembre, quindi: questione di tempi, non solo di pandemia. Ogni giorno che passa senza che qualcosa accada il già strettissimo sentiero che porta al Palio straordinario si fa più inaccessibile. C’è anche il ticchettio del tempo a scandire, giorno dopo giorno, lo sgretolarsi delle remote possibilità di una carriera a inizio autunno. Palazzo Pubblico non ha ancora alzato bandiera bianca, questo è chiaro: la decisione che il sindaco Luigi De Mossi aveva annunciato di voler prendere entro l’inizio della prossima settimana non è ancora stata comunicata. Ma nonostante l’impegno del primo cittadino e di tutti gli uffici comunali basta uno sguardo al calendario per capire che i margini sono strettissimi. Già è da escludere la data del 25 settembre, la prima che era stata ipotizzata per uno Straordinario, come spiegato dallo stesso sindaco. Qualora anche De Mossi avesse una rapida interlocuzione con il Ministero, riuscisse a trovare una laboriosissima quadratura e tornasse immediatamente a confrontarsi con le autorità civile e sanitarie cittadine, e ovviamente alle contrade, chiamate a loro volta ad approvare le deroghe per lo svolgimento della carriera, non ci sarebbero i tempi per vedere il tufo tra un mese. Già escluso perché dedicato alle elezioni il weekend del 3 ottobre, margini minimi per il 10. Restano gli ultimi tre fine settimana di ottobre, con tutti i rischi legati al maltempo, oltre alla recrudescenza del virus (nel 2018 fu il 20 ottobre). Andare oltre, nel mese di novembre, sembra utopia.

 

 

“Il Palio è una manifestazione di popolo e di libertà, senza libertà e il popolo non si può fare”, ha ribadito De Mossi. Ricordando l’iter in corso: “Stiamo lavorando per richiedere delle modifiche al decreto legge, ne parlerò con il ministero dell’interno proprio per consentirci, ovviamente in sicurezza, di fare uno Straordinario. Quanto soffre la città? Soffre, ovviamente. Da un punto di vista antropologico e sociale, non turistico. Il turismo sta andando bene”. La certezza, tra tanti dubbi, è che il lavoro di oggi sarà utile nel 2022. Che sia per un Palio straordinario o per le carriere del 2 luglio e del 16 agosto. Perché nella prossima estate, questo sì, la terra in Piazza ci dovrà essere.