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Citroen C4 Picasso, la generosità fatta auto

Sergio Casagrande
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Ci sono auto che nascono con una vocazione. E per questo la rispettano perfino nei minimi dettagli. Citroën C4 Picasso è una di queste. La sua vocazione è quella di rispondere al meglio alle esigenze delle famiglie e di chi cerca tanto spazio e tanto comfort unitamente a un giusto compromesso tra prestazioni e costi di acquisto e di gestione. La conferma l'abbiamo avuta mettendola alla prova con una delle motorizzazioni più apprezzate dalla sua clientela e nell'allestimento di punta: BlueHDi 1.560 cc, 120 Cv, S&S, Shine con cambio automatico Eat6. Già semplicemente salendo a bordo si capisce che la generosità della vettura non conosce confini: l'abitacolo ti accoglie come un salotto. Lo spazio non manca e la luminosità stupisce. L'impressione è addirittura quella di accedere in una navicella spaziale, più che in una vettura che si muove su quattro gomme. Merito di tanti particolari e di soluzioni tecniche all'avanguardia, di una cura oculata degli spazi, delle dotazioni. E anche delle finiture. I sedili in pelle di cui la Shine è dotata sono lussuosi e confortevoli. Il passeggero anteriore può trasformare il suo posto in una poltrona dallo chaise longue agendo sui comandi elettrici. Comandi che, per entrambi i posti anteriori, includono perfino la possibilità di riscaldare le sedute e di selezionare il massaggio preferito per viaggiare davvero coccolati. Il cruscotto sembra la plancia del ponte di comando di un'astronave di Start Trek tanta è l'ampiezza dello schermo centrale (i suoi 12 pollici possono competere con i primi Sinudyne a colori degli anni '80) che raccoglie tutta la strumentazione e che è personalizzabile anche nei minimi dettagli, offrendo anche la possibilità di duplicare la visione del sistema di navigazione che, in realtà è, raccolto in un altro schermo grande e indipendente. Quest'ultimo è dedicato prettamente ai sistemi di infotainment, alla climatizzazione e al computer di bordo. Tutti i sistemi telematici sono all'avanguardia e perfettamente integrabili con i più moderni smartphone. Il volante è quasi una cloche che presenta e raccoglie, tutti a portata delle dita delle nostre mani, un'infinità di comandi: addirittura troppi per chi è al primo contatto della vettura. Per non sbagliarsi e capire bene i servizi che si hanno a disposizione e che si possono comandare ci vuole molta pratica: all'inizio, orientarsi può apparire difficile e fastidioso, soprattutto perché per “muoversi” tra le varie funzioni è necessaria grande attenzione da parte del guidatore. Ma dopo aver digerito una buona fetta di chilometri diventa tutto più facile. E si apprezza in pieno anche l'utilità e la comodità di poter gestire le principali funzioni di tutta la vettura tenendo sempre le mani sul volante. Quello magari che, a nostro avviso, è apparsa come la più difficile da apprezzare è la leva con la quale si gestisce il cambio, posta al volante in maniera hold stile. Appare esile e, anche se è vero che dopo essersi messi in movimento, non è che se ne faccia grande uso se non per le manovre e la sosta, poteva benissimo essere sostituita con altre soluzioni più comode e in posizioni più adeguate. Il cambio automatico, dotato di 6 marce, è comunque in perfetta sintonia con il propulsore: a volte non brilla in reattività ma è adeguato a una guida confortevole, regolare e tutto sommato piacevole. Offre la possibilità della gestione manuale con i paddle, ma questi hanno la pecca di essere ancorati sul piantone dello sterzo e di non ruotare con lo sterzo: così, sui tratti particolarmente tortuosi, si rischia di annaspare con le mani nella loro ricerca. Il parabrezza è semplicemente immenso: la superficie vetrata che offre finisce addirittura sopra la testa dei passeggeri anteriori e, per questo, le pantine parasole hanno la peculiarità di essere anche estensibili. Ma a stupire piacevolmente sono anche le altre ampie superfici vetrate di cui la vettura, pur mantenendo una gabbia di elevata sicurezza, è dotata. Il tettino panoramico, dotato di tendina a comando elettrico, contribuisce a regalare un contatto diretto con l'ambiente che ti circonda imparagonabile ad altre vetture concorrenti ed eleva alla massima potenza la sensazione di grande spaziosità e confortevole accoglienza della C4 Picasso. Gli spazi vitali attorno al divanetto posteriori sono molto ampi e anche ai passeggeri di quest'area è garantito un comfort di prima classe: tre sedute indipendenti, possibilità di regolazioni personalizzate della climatizzazione sui montanti laterali, tavolinetti reclinabili con tanto di sistema di illuminazione spot indipendente dietro i sedili anteriori, tendine parasole laterali, spinotti vari per i supporti elettronici. Completano la vettura un bagagliaio dalla capacità di carico non indifferente (più di 500 litri a disposizione), e un'immensità di dotazioni elettroniche volte alla sicurezza e al comfort di guida e di viaggio. Sulla versione provata c'erano, per citarne alcune: airbag di tutte le risme e di tutte le posizioni, compresi quelli laterali e quelli a tendina anteriori e posteriori, il coffee break alert, connect box, easy parking system per l'autoparcheggio, keyless access, telecamera posteriori e sensori anteriori e posteriori, sistema vision a 360 gradi, fari anteriori allo xeno che seguono la strada anche in curva, fari fendinebbia con funzione cornering e fari posteriori a led con effetto 3d. Il tutto per un prezzo, salvo promozioni, di 37.950 euro. Ma chi vuole spendere di meno, sappia che la gamma C4 Picasso parte comunque da 24.750 euro, salvo agevolazioni (a maggio, per esempio, si parte da 19.500). Il comfort, quindi, grazie a tanta ricchezza e tanta cura della vettura, è sempre garantito, sia negli usi cittadini che in quelli extraurbani. Ovvio che sui lunghi tragitti C4 Picasso è in grado di dare il massimo, perché è come navigare su acque tranquille con una caravella di cui si ha sempre saldamente il comando. Il sistema di sospensioni è stupefacente proprio in fatto di comfort: magari non è il massimo se si ha la pretesa di una guida sportiva, ma C4 Picasso, come scritto all'inizio, ha nel suo dna tutt'altra vocazione. E così anche i tratti stradali più sconnessi finiscono per non disturbare i suoi viaggiatori. C4 Picasso è, per esempio, una delle poche auto capaci di non farti saltare i nervi quando, come purtroppo accade in molte arterie italiane degli ultimi anni, ci si trova a dover affrontare l'asfalto brucelloso di certe superstrade. Le manovre, nonostante i 4,43 di lunghezza e gli oltre 180 di larghezza, grazie all'elettronica, non sono mai un problema. La maneggevolezza dello sterzo e un impianto frenante ben calibrato completano la lista dei pregi. Insomma una vettura indubbiamente da provare e da valutare se si è in cerca di quelle è peculiarità che descrivevamo all'inizio. E, se si cerca ancora qualcosa di più, come 7 posti a disposizione, c'è anche la versione Grand Picasso. A proposito, un'altra cosa importante: il motore 1.600 vanta consumi relativamente contenuti. La casa dichiara 3,8 litri di gasolio per 100 chilometri. Non male se si tiene soprattutto conto della stazza del veicolo e della presenza del cambio automatico. E, almeno stando alle dichiarazioni del computer di bordo, si può fare. Sergio Casagrande Twitter: @essecia