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L'appello di un padre: "Fatemi abbracciare chi ha il cuore di mio figlio"

Marco Decandia
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"Vorrei abbracciare chi vive con il cuore di mio figlio". E' l'appello lanciato da Stefano Andretto, padre di Matteo, campione di nuoto, morto l'11 giugno del 2017 a Cervia a soli 24 anni per l'aggravarsi di un tumore al cervello. Fu proprio il genitore a concedere l'autorizzazione per l'espianto degli organi di suo figlio. “Il suo cuore batte a Siena", sottolinea Stefano, che è appena stato nella città del Palio "per provare a respirare quell'aria che forse respira il cuore di Matteo". In Italia non è possibile venire a conoscenza di chi ha ricevuto un organo e di chi l'ha donato, ma lui non perde le speranze che il diretto interessato si faccia vivo: "Se dovessi incontrarlo, resterei la stessa persona di sempre, ma sarei più felice".