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La famiglia del ragazzo travolto e ucciso: toccante lettera a Siena

Federico Sciurpa
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Una lettera toccante, vera, importante quella che ha scritto alla città la famiglia di Arturo Pratelli, il 17enne investito ed ucciso a pochi metri da casa. I genitori del contradaiolo dell'Aquila hanno sottolineato come “in un momento di così profondo dolore, sentiamo il bisogno di scrivere queste righe per esprimere la nostra gratitudine per la vicinanza e l'enorme affetto ricevuti in questi giorni”. “Un abbraccio fortissimo - scrivono - va a tutti i contradaioli dell'Aquila, la nostra Contrada-famiglia, che ci hanno aiutato a crescere Arturo e a farlo diventare quel ‘personaggio' che era; dove sono nate le sue prime grandi amicizie e dove il suo cuore ha vibrato di passione dal primo all'ultimo giorno della sua breve vita”. “Ci sentiamo anche di gridare “Forza Margherita” e “Forza Gianvito”, vi siamo vicini!”. “Come noi - prosegue la famiglia Pratelli -, anche Arturo aveva bisogno di vivere piccole ma frequenti emozioni: ed ecco che è nata la sua intensa passione per la Robur. Per questo un abbraccio va ad Anna, ai dirigenti, ai mister, ai giocatori di oggi e di ieri e ai tifosi che lo hanno visto in prima linea, dalla sconfitta di Parma, mentre muoveva i suoi primi passi, alla vittoria di Piacenza, con al collo la sua sciarpa dei Boys. Arturo era il primo a essere convinto che,quando quelle gloriose maglie scendono in campo, è importante, quando possibile, sostenerle dai gradoni di uno stadio, piuttosto che simpatizzare davanti alla tv”. “Abbracciamo anche tutto il Gs Berardenga - continua la lettera - i suoi compagni di squadra, i compagni di scuola e i docenti del Liceo Scientifico Galilei e dell'Istituto Sarrocchi. Un grazie anche a tutte le persone che, come il babbo, operano nel mondo agricolo e all'intera Arma dei Carabinieri che si è impegnata mirabilmente nella causa. Un altro abbraccio va a Giuseppe e a tutta la comunità di Sovicille, alla Policras e agli amici di Arturo che, dopo avergli voluto così tanto bene, si sono uniti tutti assieme al nostro cordoglio”. La lettera della famiglia di Arturo si conclude rivolgendo un abbraccio a “Luigi, gli assessori, i consiglieri e tutta l'amministrazione comunale di Siena che ci sono stati vicini; i senesi di Contrada e tutti quelli che si sono presi un pezzettino del nostro dolore e hanno sofferto e pianto insieme a noi. Ci sentiamo orgogliosi di poter vivere questa Città, divisa per pochi giorni all'anno, ma pronta a unirsi come solo Lei sa fare, quando Le viene strappato via uno dei suoi figli”. Un messaggio inviato ieri sera, il giorno dopo in cui il Corriere ha reso pubblica la notizia della revoca degli arresti domiciliari a Marco Bedana, accusato di omicidio stradale aggravato dalla fuga. Al provvedimento del Tribunale di Rovigo si è opposto il pubblico ministero di Siena, Siro De Flammineis. Tutti gli atti della vicenda sono già alla Procura di Siena. Andrea Bianchi Sugarelli