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Addio a barbero protagonista di tre Palii

Federico Sciurpa
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Un eroe del Palio se n'è andato alla veneranda età di 29 anni. Razzo De Nulvi ha lasciato il mondo terreno fra le carezze della famiglia Vannini, da sempre proprietaria del barbero che per tre volte ha calcato il tufo dopo una bella carriera come mezzosangue in ippodromo. Nella scuderia all'interno dell'azienda a Quartaia a Colle val d'Elsa, Razzo de Nulvi ha vissuto gli ultimi anni della sua vita, spegnendosi per vecchiaia e senza troppi acciacchi. “Ha vissuto al prato - racconta Francesca, figlia di Enzo, storico proprietario di cavalli da Palio. – Negli ultimi anni è sempre stato molto socievole e tranquillo. In azienda passano tanti bambini e lui si faceva accarezzare da tutti”. In corsa, invece, ha sempre avuto un “caratterino” non da poco. Francesca Vannini non ha particolari rimpianti per il Palio: “Era un periodo diverso, con i purosangue, poi ha battezzato due fantini al debutto come Pusceddu e Mari, quindi è andata bene così”. Razzo De Nulvi ha incarnato la passione della famiglia Vannini che è poi tipica dei senesi, l'amore per i cavalli che non si esaurisce con l'avventura sul tufo ma che prosegue fino alla fine. Non tutti i cavalli da corsa riescono ad arrivare in tranquillità a quasi trenta anni, correndo liberi al prato: a Siena è possibile e questo è uno dei tanti esempi di questa cultura, che le polemiche non possono scalfire. Razzo De Nulvi era un castrone, manto baio, nato in Italia nel 1990: mezzosangue anglo-arabo a fondo inglese, il suo allevatore era Giorgio Buscarinu, stallone Quel de Lechereo, fattrice Mara de Ozieri. Una linea di sangue di elevata qualità, tanto che ottiene ottimi risultati in ippodromo con i colori della scuderia di Alberto Manenti. La sua carriera sul tufo di Piazza del Campo comincia relativamente tardi, è del 1998 (a otto anni) la sua prima partecipazione alla tratta, montato da Gregory Baldicchi e portato in piazza (sempre in grandissime condizioni) da Enzo Vannini. Sia a luglio che ad agosto non viene scelto dai capitani, nonostante il “motore” sia ottimo, come dimostrato negli ippodromi. Nel 1999 l'esordio vero e proprio: viene scelto dopo la tratta (sempre montato da Baldicchi) e viene assegnato al Leocorno, che dopo Baldicchi per la prima prova e Bonito da Silva dalla seconda alla quarta, decide di affidarsi all'esordiente Valter Pusceddu detto Bighino. La Civetta è di rincorsa e quindi il Palio per questa accoppiata finisce praticamente alla mossa. Ad agosto 1999 Razzo non viene scelto e torna sul tufo l'anno successivo, quando viene assegnato alla Tartuca che riforma l'accoppiata con Bighino. Ancora una mossa che determina la sua corsa. Ad agosto non partecipa alla tratta, a settembre non viene scelto dai Capitani, così come a luglio del 2001. Ad agosto del 2001 la sua ultima apparizione in Piazza, ancora con un esordiente: sarà Andrea Mari detto Brio a montarlo. E' la prima Carriera per Brio, e ancora una volta la dea bendata non aiuta, assegnando alla Tartuca un posto molto alto al canape, anche se Mari fa una gran corsa in recupero. Da lì in poi Razzo De Nulvi si è goduto la sua pensione fra le coccole dei proprietari. Alessandro Lorenzini