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Stuprata davanti a fidanzato in Toscana: i retroscena

Controlli di polizia tra gli immigrati

Luca Serafini
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Stuprata davanti al fidanzato nella casa diventata prigione per una notte, con otto connazionali violenti: la coppia è in fuga e non ha intenzione, almeno per ora, di tornare ad Arezzo. L'ombra della mala nigeriana si allunga sulla vicenda avvenuta tra la città e Le Ville di Monterchi, con la polizia che intende fare piena luce.   Gladys, la ragazza di 23 anni, irreperibile, e Kasim, il ragazzo di 27, che potrebbe essere scappato all'estero. Secondo gli inquirenti hanno paura di ritorsioni dopo quanto subito e dopo aver denunciato i connazionali (quattro indagati): lei violentata sotto la minaccia del coltello e lui picchiato, poi rasato a zero. Una vicenda fatta emergere dal Corriere di Arezzo che sempre per gli inquirenti potrebbe aprire scenari nuovi e inquietanti nel mondo dell'immigrazione che vede la presenza nigeriana sempre più consistente e attiva anche in settori dell'illegalità. Rinviata al 14 gennaio l'audizione dei due con incidente probatorio, ammesso che si trovino. Lei portata in Italia con la tratta delle nere, ha preferito allontanarsi dal percorso protetto presso il Pronto Donna al quale era stata affidata dopo lo stupro. Lui richiedente asilo come rifugiato politico. L'impressione degli inquirenti è che non abbiano inscenato la situazione, ma, seppur con alcuni passaggi poco chiari nel loro racconto iniziale, stupro e aggressione siano reali. Con il supporto di riscontri oggettivi. Gli indagati, tutti regolari, negano. Sono a piede libero. Il fatto. I fidanzati si incontrano alla stazione di Arezzo, lei proveniente da Ferrara e lui da L'Aquila. Perdono il treno per il ritorno, ma trovano ai vicini giardini un gruppo di connazionali disposto a ospitarli per la notte. Vanno in autobus alla casa, venti minuti di distanza, alle Ville. Lei viene invitata a cucinare. Gli altri picchiano e bastonano il compagno, poi uno di loro si occupa della giovane, la minaccia col coltello, la spoglia e la violenta. Poi altre botte al fidanzato al quale viene fatto lo scalpo: tagliati per spregio i capelli da rasta. Al mattino il ritorno ad Arezzo, con i due finalmente liberi di uscire dalla casa. Quindi la denuncia alla polizia. Era il 7 ottobre. Dopo una settimana i due spariscono da Arezzo. Viene fissato l'incidente probatorio per il giorno 9 novembre, ma loro sono svaniti. Telefoni irraggiungibili, segreteria telefonica. Il numero del 27enne talvolta squilla. Lui risponde e riaggancia. La polizia prosegue le indagini coordinate dal pm Chiara Pistolesi. Intanto viene monitorata la presenza dei nigeriani sul territorio aretino, con il rischio di possibili infiltrazioni malavitose da parte di vere organizzazioni che praticano anche intimidazioni: la mafia nigeriana. Droga, prostituzione ed elemosine i campi d'azione con il frequente coinvolgimento di richiedenti asilo. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 10 NOVEMBRE