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Coghe al Corriere: "Vivo un sogno ma non mi fermo"

Federico Sciurpa
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E' rimasta impressa negli occhi la sua grinta nel secondo giro della Carriera straordinaria, il suo buttarsi all'interno per prendere la testa della corsa. Come a vedere realizzarsi l'immagine di un sogno inseguito per una intera vita che all'improvviso, in pochi secondi, si materializzava e diventava realtà. Andrea Coghe lo diceva sempre, non per sbruffonaggine ma ad indicare un sogno che diveniva obiettivo di quello che era e che è il lavoro quotidiano: “Prima o poi vincerò un Palio. Continuerò a lottare e a lavorare duramente finché quel giorno non arriverà”. Quel giorno è arrivato, forse anche prima rispetto alle previsioni. Ad ottobre Tempesta ha infatti corso il terzo Palio della sua Carriera ed è riuscito a vincere nella contrada della Tartuca sul cavallo esordiente Remorex.  Coghe è caduto al secondo Casato però in quel momento si trovava in testa alla corsa, grazie ad uno spunto veramente notevole effettuato nel secondo giro. Il 20 ottobre, insomma, è stata la data della sua svolta. E pensare che nei due Palii precedenti non era nemmeno riuscito a trovare spazio tra i dieci al canape a luglio e ad agosto. Per lo Straordinario il rione di Castelvecchio ha creduto in lui e la fiducia è stata ampiamente ripagata. In un Palio nel quale certamente non vestiva i panni del favorito ha superato tutti e alla fine ha gioito nella conchiglia senese. Sabato sera Coghe ha fatto festa insieme ai tartuchini nel corteo della vittoria. Era all'interno di una macchina Ford del 1909, vestito da soldato della prima guerra mondiale, così come i dirigenti del rione di Castelvecchio, alla fine del corteo colorato e festoso. E' stato un altro giorno indimenticabile per il 29enne fantino senese che tra l'altro tra alcuni mesi diventerà anche padre per la seconda volta. Ancora non conosce il sesso del suo secondo figlio. Coghe diverrà ancora padre nel giugno prossimo, quindi quando sarà ancora quasi tempo di Palio e quando sarà ormai prossima la Carriera di Provenzano del 2019. Andrea Coghe, quali sensazioni le restano dopo il corteo della vittoria? “E' stata una giornata molto divertente ed emozionante. Per me era la prima volta, quindi ho assaporato e ho gustato tutto al massimo. Mi sono divertito e sono stato benissimo, ovviamente ricorderò quei momenti per tutta la mia esistenza”. Qual è stato il momento più emozionante? “Beh, quando siamo entrati in Piazza è stato davvero suggestivo. Tutti gli altri carri erano già dentro la conchiglia, noi eravamo in fondo al corteo. Siamo entrati in Piazza e abbiamo visto colori, musica e grande festa. E' stato molto emozionante”. Quanto è cambiata la sua vita adesso che ha vinto un Palio? “Questo era un tassello molto importante che prima o poi volevo mettere. Adesso che ce l'ho fatta vedo che è un qualcosa che ti dà maggiore consapevolezza e serenità, e la convinzione nei propri mezzi è un elemento che aiuta sempre. Ma io non mi sento per nulla appagato, anzi adesso voglio lavorare ancora di più e meglio. Ad eccezione del giorno dopo la corsa ho lavorato sempre e sto continuando a farlo”. Lei diceva sempre che prima o poi un Palio l'avrebbe vinto: questa convinzione le ha dato forza nel tempo? “La mia non è stata una carriera semplice. Ho fatto dieci anni di gavetta prima dell'esordio, avvenuto grazie alla Selva che ha creduto in me facendomi correre i due Palii del 2017. Però quest'anno non avevo trovato spazio né a luglio né ad agosto. Il fatto che si corresse uno Straordinario mi ha riacceso le speranze. Io ho due braccia, una testa e due gambe come gli altri e ritenevo di potermela lottare con gli altri colleghi fantini. Alla vittoria si arriva sempre anche attraverso un percorso, un passo alla volta. Io ci sono arrivato al mio terzo Palio, forse si poteva anche pensare che ci potesse volere più tempo. Il nostro è comunque un lavoro dove non ti devi mai fermare, devi essere sempre pronto e non devi mai trascurare niente di niente”. Riguarda mai le immagini della corsa del 20 ottobre? “Sì, le riguardo tutti i giorni. Lo faccio anche per capire come e dove migliorare. Nel Palio non esiste un fantino che non sbaglia niente, gli errori sono naturali in una corsa come quella che si fa in Piazza del Campo. Nel Palio vince chi sbaglia meno e chi riesce a limare maggiormente gli errori. Guardo tante volte le immagini proprio per cercare di cogliere quei dettagli e quelle sfumature che possano permettermi di migliorare ancora e di crescere per il futuro”. Ma un po' in ferie ci andrà? “Questa estate sono andato un solo giorno in Sardegna. Sono due anni che non faccio una vacanza. Adesso ho l'intenzione di fare un po' di ferie prima di Natale. Sono un amante del mare, quindi mi piacerebbe andare in un posto dove in quel periodo dell'anno le temperature sono calde”.