Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Giallo sull'hard disk del computer di David Rossi

default_image

Federico Sciurpa
  • a
  • a
  • a

Nei giorni scorsi è stato notato in giro per le vie del centro storico di Siena Antonino Monteleone, la “Iena” della trasmissione Mediaset che proprio lo scorso anno di questi tempi aprì il fronte dei festini e delle escort: accompagnato in qualche caso dal fratello di David Rossi, Ranieri: è probabilmente questo il segnale che le “Iene” torneranno a parlare del caso della morte del manager di banca Monte dei Paschi di Siena. Nel frattempo del medesimo caso si è parlato di nuovo nella trasmissione “Quarto Grado”, sempre di Mediaset ma in onda su Rete Quattro. Nella puntata di ieri notte si è tornati sull'argomento relativo al pc di David Rossi. Secondo quanto riportato dalla trasmissione, l'analisi degli hard disk del computer di Rossi non è fattibile, perché le copie in possesso della Procura risulterebbero illeggibili. La richiesta di poter estrarre informazioni dal pc di Rossi era stata annunciata dal legale del fratello Ranieri, Paolo Pirani, proprio su “Quarto Grado” nella puntata andata in onda a fine settembre. La trasmissione portò infatti avanti l'ipotesi che Rossi fosse ricattato perchè in possesso di spezzoni di video relativi ai “festini” con escort e droga che si sarebbero tenuti in ville del territorio senesi con personaggi di spicco locali e nazionali. Video consegnati – sempre secondo la tesi presentata da Quarto Grado – a David Rossi da un amico intimo. E proprio per quanto riguarda il pc e la presunta presenza di spezzoni di video, l'avvocato Pirani annunciò “a richiesta di consulenza per l'estrazione di informazioni dal pc di Rossi”. Cosulenza che avrebbe portato alla risposta annunciata ieri notte, cioè l'illeggibilità dei dati. Tra l'altro proprio dopo la trasmissione di fine settembre e l''annuncio di una consulenza sull'orologio, sulle ferite al polso e sul video della caduta di David Rossi, il legale della vedova Antonella Tognazzi ha ufficializzato di rinunciare al mandato per di sviluppi nel caso Rossi svolti senza un preventivo e necessario confronto e alcuna necessaria condivisione”. Insieme all'avvocato Goracci hanno lasciato il caso anche Aristide Norelli, medico legale, e l'ingegner Luca Scarselli. Tutti e tre erano dietro al caso del capo comunicazione di Monte Paschi di Siena morto a Siena il 6 marzo 2013 dopo essere precipitato da una finestra di Rocca Salimbeni. Alessandro Lorenzini