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Gingillo, aria di matrimonio con la top model: le foto di Federica

Federico Sciurpa
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Finisce un incubo per Gingillo che è tornato ad alzare il nerbo a distanza di nove anni. Una traversata del deserto iniziata dopo la vittoria conquistata da Giuseppe Zedde il 2 luglio del 2009 nella Tartuca con Già del Menhir. Il fantino nato a Siena il 13 aprile del 1982, 26 Palii corsi tre vinti, si riprende con forza un posto nell'Olimpo senese, e lo ha fatto quando in pochi credevano ancora che fosse in grado di conquistare la Piazza. LEGGI della vittoria e Piancastagnaio GUARDA le foto della top model LEGGI dell'amore fra Gingillo e Federica Di sicuro lui non ha mai smesso di crederci e ad agosto la Lupa gli ha rinnovato a pieno la fiducia affidandogli Porto Alabe. Di sicuro non il cavallo che alla vigilia veniva dato sulla carta come il barbero da battere ma che “mi poteva permettere di fare il Palio - spiega Gingillo il giorno dopo la vittoria della Carriera dell'Assunta - La Lupa mi ha dato una grande occasione, un'ambiente che mi ha trasmesso molta tranquillità e sono contento di essere riuscito a ripagare questo popolo”. Cosa le è passato per la testa quando ha alzato il nerbo al terzo giro? “E' stato come se stessi vincendo il mio primo Palio: un'emozione fortissima”. Tre giri che penso siano stati interminabili. “Quando sei dietro tutto passa velocemente ma quando ti trovi davanti le cose cambiano. Anche se devo confessare che tutto sommato non sono stati così lunghi”. Mai temuto che la Giraffa potesse riprendervi? “Mi sono girato al secondo per vedere cosa succedeva ma ero tranquillo perché Porto Alabe continuava a rispondere bene”. Tre giri senza nessuna sbavature.  “Certe traiettorie forse le avrei potute fare più alte ma non volevo lasciare spazi aperti”. Il posto di rincorsa? “Naturalmente come tutti i fantini mi auguravo un posto migliore, ma sfumata la possibilità di essere nei primi posti, mi sono augurato di essere di rincorsa”. Che mossa è stata? “Mi sono preso tutto il tempo che mi serviva aspettando il momento migliore per me senza sacrificare le alte contrade”. Giù il canape subito verso la parte più bassa della pista. “Era quello che volevo fare e fortunatamente ho trovato la strada libera davanti a me: ma se i cavalli non ti aiutano vai poco lontano”. Primo San Martino da brividi. “Ci vuole coraggio ma sapevo che mi potevo fidare di Porto Alabe così come il cavallo si è affidato a me”. Gingillo, il peggio è ormai alle spalle. “Mi serviva questa vittoria. Non è facile fare bene quando non hai la possibilità di montare i cavalli migliori. La Lupa mi ha dato questa possibilità, ringrazio tutta la contrada”. Una vittoria da dedicare a chi? “Alla mia compagna Federica: mi è sempre stata vicina anche nei momenti più difficili. E' una persona che mi fa stare bene”. E che questo allora non sia anche l'anno del matrimonio. “E' un discorso venuto fuori in questi giorni in contrada, ma se faremo il gran passo sarà a prescindere da questa vittoria”. Per il mossiere un Palio più facile rispetto a quello di luglio. “Credo che in questo caso abbia potuto contare anche sul mio aiuto. Sono sempre stato vicino al verrocchino e quando c'è stata l'opportunità sono entrato”. Riccardo Pagliantini