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Artigliata, Columbu sceglie i servizi sociali

Sonia Maggi
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Se ne riparlerà il 1 marzo 2017, ma il fantino Massimo Columbu, accusato di violenza privata e lesioni (reato poi derubricato), per l'artigliata al fantino della contrada rivale Giovanni Atzeni detto Tittia nel Palio del 2 luglio 2015, ha chiesto la sospensione del processo con "messa alla prova", vale a dire un periodo di attività socialmente utile che dovrà stabilire l'Uepe, ufficio preposto, in base ad un programma dedicato all'ippoterapia, attività scelta dal fantino stesso e che si svolgerà a Gubbio. Il legale della parte offesa, Luigi De Mossi, ha dichiarato in aula questa mattina che nè il fantino Tittia nè la contrada del Nicchio si costituiranno parte civile in questo processo. E l'avvocato difensore di Columbu, Angela Dell'Osso, ha presentato l'istanza per la sospensione del processo e i lavori sociali. "Questo non va letto come ammissione di responsabilità - ha commentato Dell'Osso - ma perchè il mio assistito vuole uscire prima possibile da questa pressione mediatica". Entrambi gli avvocati hanno dichiarato  che il fatto andava valutato unicamente in sede di giustizia paliesca e che è del tutto estraneo alla giustizia ordinaria. Il 1 marzo dunque  il giudice deciderà se accogliere l'istanza dopo aver interpellato anche Tittia.