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Inchiesta cavalli, tutte legittime le identità dei 61 soggetti "verificati"

Sonia Maggi
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Sono stati portati via ieri 16 giugno, dalla scuderia di Luigi Bruschelli i due cavalli posti sotto sequestro dal Corpo forestale il 9 luglio del 2015 per l'ipotesi di reato di maltrattamento. Inizialmente i cavalli erano tre, ma uno come sappiamo è morto lo scorso aprile e sul suo decesso restano ancora molti dettagli da chiarire nell'ambito dell'inchiesta in corso. I cavalli sono stati prelevati dalla scuderia di Valiano e trasportati nella riserva della Forestale di Palazzo a Radicondoli, nell'area attigua al pensionario dei cavalli del Palio. Dunque la “custodia giudiziaria” dei due barberi ora è a carico del Corpo Forestale, mentre dal 9 luglio dell'anno scorso fino ai giorni nostri era stata affidata allo stesso Bruschelli. Nel momento in cui sono partite le indagini non c'era bisogno di allontanare gli animali dalla scuderia, stavano bene, erano in buona salute e ben tenuti. Poi le cose si sono complicate, fino a sfociare nel "supplemento" investigativo dello scorso mese di maggio. In quella occasione furono anche effettuati prelievi su 61 cavalli in tutto, presenti sia a Pian delle Fornaci che in altre scuderie, per verificarne l'esame del dna, ovvero la conformità al passaporto che ne certifica l'identità. Ebbene, il responso delle analisi, delle provette spedite a Milano a fine maggio, non sono ancora tornate a Siena con risposta ufficiale, ma secondo indiscrezioni l'esame del Dna sarebbe ok per tutti i soggetti interessati dalla verifica. Passaporti in regola.