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Ac Siena dichiarato fallito, scelto il curatore

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Si aprono nuovi scenari, la Procura di Siena indaga

Andrea Bianchi Sugarelli
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Il giudice del tribunale di Siena Marianna Serrao ha dichiarato il fallimento dell'Ac Siena della famiglia Mezzaroma. E' arrivata anche la dichiarazione ufficiale a sancire quanto già anticipato la settimana scorsa dal Corriere di Siena. Nominato anche il curatore fallimentare che non sarà però Giovanni Marabissi, ex Commissario giudiziale, come sembrava certo in un primo momento. La scelta è caduta su un professionista di Siena che domani, giovedì 10 dicembre, deciderà se accettare l'incarico. I fatti Martedì scorso, 1 dicembre 2015, la vecchia società bianconera guidata da Massimo Mezzaroma si è vista bocciare a sorpresa la domanda di omologa del concordato preventivo basandosi sull'opposizione della Procura della Repubblica, sul no di Inail, Inps ed altri creditori minori e soprattutto sull'opposizione dell'Agenzia delle Entrate. Di fatto dando il via alla procedura di fallimento con l'udienza che si è tenuta venerdì e il pronunciamento di fallimento delle ore scorse. Nè gli avvocati di Mezzaroma nè il liquidatore Paolo Vergani hanno rilasciato dichiarazioni, così ha fatto anche l'Agenzia delle Entrate. Il direttore Stefano Mastronardo ha preferito trincerarsi dietro ad un "no comment". Non è infine da escludere un esposto alla Corte dei Conti da parte dei legali dello stesso Mezzaroma relativo all'operato dell'Agenzia delle Entrate e il venir meno di oltre 15 milioni per l'Erario. Il fallimento dell'Ac Siena potrebbe aprire nuovi scenari, si vocifera per Massimo Mezzaroma la bancarotta fraudolenta. Il punto Non è stato un caso che il pubblico ministero Antonino Nastasi venerdì mattina si trovasse insieme al liquidatore Paolo Vergani e agli avvocati di Massimo Mezzaroma nell'ufficio del giudice fallimentare Marianna Serrao nell'udienza pre fallimentare. Nastasi è il titolare dell'inchiesta in cui è indagato l'ex presidente bianconero per ricorso abusivo al credito e con il fallimento della società di calcio in mano all'imprenditore romano, si aprono nuovi ed importanti scenari. Oltre ai reati fallimentari che saranno contestati, la magistratura sembra voler andare fino in fondo al caso e capire se l'imprenditore romano, con la vendita del marchio per 22milioni di euro, abbia fatto ricorso al credito dissimulando lo stato di dissesto in cui versava l'Ac Siena. Ma c'è di più. Il marchio è stato ceduto ad una società, la Black & White Communication gestita da due soci molto vicini allo stesso Massimo Mezzaroma e con sede in Piazza Salimbeni 1 ovvero la Rocca del Monte dei Paschi che ha concesso i 22milioni di capitale. La Procura di Siena attraverso il pubblico ministero Nastasi, a capo tra l'altro del pool che indaga da anni sul dissesto della Banca, con tutta probabilità vuole accertare proprio questo, se ci siano altri responsabili oltre all'ex presidente del Siena. E nel caso, anche i vertici dello stesso Monte dei Paschi potrebbero essere coinvolti per “concessione abusiva al credito”. La legge è chiara: “Chi concede credito all'imprenditore, anche qualora la rappresentazione della situazione economica e finanziaria – negativa e irreversibile – del sovvenuto dovrebbe sconsigliare, anzi impedire (almeno per l'Istituto di credito) l'erogazione del credito, commette un illecito che si sostanzia nell'aver consentito di operare e apparire solvibile un impresa invece già decotta. Ragion per cui è tenuto a risarcire il danno derivante dalla “artificiosa” prosecuzione dell'impresa (ovvero l'aumento del passivo a ciò collegato)”. Andrea Bianchi Sugarelli