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Aggrediti da quattro Maremmani, imprigionati nell'auto

Sonia Maggi
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“Abbiamo avuto paura, tanta. Siamo rimasti per almeno mezz'ora in macchina circondati da quattro pastori maremmani che ringhiavano e abbaiavano. Senza poter scendere per sfilare la chiave dal portellone posteriore, rimasto aperto, e mettere in moto e partire. Non sapevamo come fare, temevamo che salissero dentro l'auto. Abbiamo anche chiesto aiuto ai carabinieri”. Cristina Sanna ha 22 anni, ama gli animali, i cani in particolare, ma lunedì sera ha avuto tanta paura. Era buio, si trovava insieme alla sorella e ad un amico più grande a viaggiare nella strada delle Monachine che collega Asciano a Buonconvento. Un tracciato poco transitato soprattutto a quell'ora, erano circa le 23.30. Ad un certo punto i fari hanno illuminato un cane che si trovava in mezzo alla strada. “Era impaurito - racconta Cristina - un cane da caccia probabilmente smarrito dal proprietario. Ci siamo preoccupati per lui. Abbiamo posteggiato l'auto in una piazzola e abbiamo cercato di avvicinarci alla bestiola per portarla in macchina, toglierla dalla strada dove avrebbe rischiato di essere investita, e insomma assisterla. Era davvero allo stremo delle forze”. “Mia sorella e il nostro amico hanno aperto il portellone posteriore aspettando che io, che nel frattempo mi ero allontanata di qualche metro per prendere il cane in braccio, tornassi indietro. Ma ad un certo punto, mentre ero ancora lontana, mi hanno urlato di salire in macchina velocemente e ho visto quattro pastori maremmani che si avvicinavano alla nostra auto abbaiando paurosamente. Mi sono messa a correre e siamo saliti in fretta tutti in auto, ma la chiave è rimasta nel portellone che nessuno aveva avuto il tempo di chiudere. Ormai era troppo tardi per scendere. I cani avevano circondato la macchina e ringhiavano, senza tregua, con atteggiamento aggressivo e minaccioso. Abbiamo avuto davvero tanta paura e temevamo che, dato che la macchina era aperta, potessero entrare nell'abitacolo”. “Abbiamo spento i fari, sperando che si allontanassero, ma i quattro maremmani continuavano ad essere sempre più aggressivi. Allora abbiamo chiamato i carabinieri per chiedere aiuto. Ma la stazione di Asciano di notte non è operativa, da Siena ci hanno detto che avrebbero mandato subito una pattuglia”. In attesa dell'arrivo dei carabinieri  la ragazza ha avvertito il padre che, forte del sua passato di pastore, ha raggiunto la piazzola ha sbattuto forte un bastone contro un muro urlando e gli animali se ne sono andati. Tanto spavento e un bel finale, resta il fatto che quei cani erano incustoditi e non erano dei randagi.