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Morto Gianfranco Sciarra, fondatore dei Verdi senesi

Sonia Maggi
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E' morto improvvisamente ieri mattina (sabato 28 novembre) Gianfranco Sciarra. Stroncato da un infarto all'età di 63 anni. Era appena stato dimesso dopo un check cardiologico. Sembrava tutto a posto e invece la morte non gli ha lasciato scampo. Si è alzato presto, la moglie lo ha trovato alle 8, senza vita, piegato sul computer. Un grande dolore per la compagna (non aveva figli), i familiari, gli amici, i colleghi e quanti lo conoscevano. Tanti. La salma è esposta all'obitorio delle Scotte, domani mattina alle 10 (30 novembre) si svolgeranno i funerali per la tumulazione al cimitero della Misericordia. Un pezzo della vita di Gianfranco Sciarra è strettamente legato al passato politico di questa città. Molti lo conoscevano e apprezzavano, anche se da qualche anno era uscito dalla scena. Sciarra è stato il fondatore del partito dei Verdi nella nostra provincia. Un ambientalista vero, un guerriero di fronte a fatti, eventi, sciagure annunciate e purtroppo poco ascoltate. Gianfranco era un chimico, dirigente della Usl 7, responsabile del laboratorio di analisi industriali. Una eccellenza in ambito professionale, fra i maggiori esperti in campo nazionale. E' chiaro che la sua sensibilità ambientalista non era nata per caso, le sue battaglie non erano polvere al vento, sebbene sia vissuto in una provincia che non ha mai avuto forti preoccupazioni ambientali. Il suo contributo politico-culturale è stato importante. Ti insegnava a vedere le cose da un altro punto di vista, offrendo alla città quello spirito polemico tipico degli anni Ottanta, puntiglioso, chiassoso, ma mai belligerante. Sciarra cercava la polemica certo, ma quella seguita dal dialogo, ed era capace di apprezzare ogni piccolo progresso. E' stato a lungo consigliere comunale dei Verdi. Lui, unico paladino di un unico scranno, sempre pronto a scendere in campo. Lo ricordo bene su quei banchi del consiglio comunale e soprattutto ricordo quel suo stile simpatico e cordiale nell'affrontare i problemi facendo capire che la sua opposizione era pronta a raccogliere e apprezzare ciò che di buono veniva fatto. Mi tornano alla mente le sue battaglie sul depuratore di Ponte a Tressa. E se chiudo gli occhi lo rivedo di prima mattina appoggiato ad un colonnino di fronte al palazzo comunale, con un cartello e un boccione di vetro (quellE' morto improvvisamente nella mattina di sabato 28 novembre Gianfranco Sciarra. Stroncato da un infarto all'età di 63 anni. Era appena stato dimesso dopo un check cardiologico. Sembrava tutto a posto e invece la morte non gli ha lasciato scampo. Si è alzato presto, la moglie lo ha trovato alle 8, senza vita, piegato sul computer. Un grande dolore per la compagna (non aveva figli), i familiari, gli amici, i colleghi e quanti lo conoscevano. Tanti. La salma è esposta all'obitorio delle Scotte, domani mattina alle 10 (30 novembre) si svolgeranno i funerali per la tumulazione al cimitero della Misericordia. Un pezzo della vita di Gianfranco Sciarra è strettamente legato al passato politico di questa città. Molti lo conoscevano e apprezzavano, anche se da qualche anno era uscito dalla scena. Sciarra è stato il fondatore del partito dei Verdi nella nostra provincia. Un ambientalista vero, un guerriero di fronte a fatti, eventi, sciagure annunciate e purtroppo poco ascoltate. Gianfranco era un chimico, dirigente della Usl 7, responsabile del laboratorio di analisi industriali. Una eccellenza in ambito professionale, fra i maggiori esperti in campo nazionale. E' chiaro che la sua sensibilità ambientalista non era nata per caso, le sue battaglie non erano polvere al vento, sebbene sia vissuto in una provincia che non ha mai avuto forti preoccupazioni ambientali. Il suo contributo politico-culturale è stato importante. Ti insegnava a vedere le cose da un altro punto di vista, offrendo alla città quello spirito polemico tipico degli anni Ottanta, puntiglioso, chiassoso, ma mai belligerante. Sciarra cercava la polemica certo, ma quella seguita dal dialogo, ed era capace di apprezzare ogni piccolo progresso. E' stato a lungo consigliere comunale dei i tipici dell'olio di oliva) pieno di acqua putrida del fiume. Era il suo modo di manifestare, senza paura e senza compromessi, ma sempre con il sorriso sulle labbra. Quante interviste, quanti contatti! Sciarra non si tirava mai indietro. Esprimeva il suo punto di vista su tutto. Sono tanti i consiglieri comunali e i politici di questa città che lo ricordano con simpatia perché la sua opposizione era intelligente, e la sua personalità tale da lasciare sempre ben impresso il suo messaggio, il suo contributo. E ne ha offerti di contributi a questa città, alla fine anche apprezzati. Inutile negarlo, Gianfranco è stato una colonna portante della cultura ambientalista senese e molto oltre, e anche quando si è ritirato dalla scena politica ha continuato a lavorare dietro le quinte, senza far mancare mai il suo utilissimo contributo. Anche Sciarra fa parte del prima, di un mondo politico-amministrativo senese che oggi non esiste più. Tutto è cambiato. Ma quei ricordi restano vivi a testimonianza di tanti insegnamenti. I Verdi si sono sciolti, non c'è più organizzazione a Siena, ma gli amici sono rimasti, hanno continuato a cercarlo, a vederlo, a chiamarlo, a condividere con lui. Oggi nella tristezza generale, man mano che si diffonde la notizia della sua morte, tutti esprimono parole gentili per quella sua esistenza passionale, fondata su valori in cui credeva davvero. C'è chi lo definisce un "rivoluzionario pacifico". Anche lui come tanti voleva cambiare il mondo ma purtroppo il mondo va….. Addio Gianfranco e ricorda che il tuo passaggio su questa terra non è stato vano.