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Ucciso ad Hammamet, la famiglia aspetta la verità

Sonia Maggi
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Continua a creare dolore e apprensione l'omicidio del veterinario di Chiusdino Fabio Atticciati, avvenuto ad Hammamet, in Tunisia, dove l'uomo si trovava in vacanza presso una famiglia di amici che era solito frequentare da circa dieci anni. E il caso oltretutto resta avvolto da tanti punti oscuri e dalla mancanza di chiarezza, dal momento che le notizie che filtrano dagli ambienti giudiziari tunisini sono sommarie e confuse. Non si sa ancora quando avverrà il rientro della salma che è legato alle formalità di rito e investigative. E' stata effettuata l'autopsia. I familiari suppongono che il feretro possa rientrare in Italia entro questa settimana, ma la data non è affatto certa. Così come resta sommaria e non ufficiale la dinamica dei fatti, quella secondo cui Atticciati avrebbe lasciato la villa degli amici per recarsi al centro commerciale con un'auto che aveva preso a noleggio per il periodo della vacanza e poi tutto sarebbe successo nel parcheggio del centro dove è stato trovato il corpo senza vita del senese. Si suppone che l'omicidio sia avvenuto per rapina. Forse Atticciati ha reagito e i malviventi hanno scagliato contro di lui una inaudita violenza uccidendolo a coltellate. Anche sugli autori dell'omicidio le notizie restano sfocate. L'assassino sarebbe stato fermato mentre si cercano due complici. Una ricostruzione fatta attraverso fonti locali perchè la Farnesina non ha ancora fornito ai familiari della vittima una versione ufficiale dei fatti, in attesa di conoscere l'esito delle indagini. Intanto a Chiusdino cresce il dolore e lo sgomento della madre del veterinario, impossibilitata a recarsi sul posto. I contatti con la Farnesina e l'ambasciata italiana sono tenuti dal fratello della donna, un professionista che risiede a Siena, zio della vittima.