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Tiemme, Roncucci a Rossi: "Ci devi 20 milioni di euro"

Sonia Maggi
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Fra i dipendenti di Tiemme e soprattutto fra il personale amministrativo, aleggia una certa tensione da quando è stata divulgata la notizia della gara. I dipendenti non ci vedono chiaro e temono dei tagli. Lo scenario futuro, anche nella peggiore delle ipotesi, è difficile da ipotizzare. Di sicuro per due anni, nel caso dell'ingresso dei francesi, tutti i posti di lavoro restano garantiti. Chiaramente la società Tiemme dovrà sciogliersi, così come il Train. Insomma, un passaggio epocale. Il presidente Roncucci, che già alla fine degli anni Novanta corse il rischio di perdere il servizio con Train, è convinto che la questione è ancora tutta da verificare. Ma intanto replica con una certa durezza al presidente della Regione Toscana, dopo aver letto espressioni che non hanno fatto piacere alle aziende toscane di trasporto pubblico, quali “carrozzoni in deficit”. "La Regione Toscana pensi a fare la sua parte e a pagare quanto è dovuto alle aziende di Tpl in Toscana - esordisce Roncucci - altrimenti è difficile far quadrare i conti. Tiemme, azienda che presiedo, ha i bilanci in ordine così come le altre realtà toscane che hanno intrapreso rigidi percorsi di rientro. Rossi eviti affermazioni demagogiche e non rispondenti alla realtà, sia sul numero che sullo stato delle imprese. Se non saranno pagati gli oltre 20 milioni di euro che come Tiemme ci spettano dalla Regione siamo pronti ad applicare gli interessi di mora". "Rossi - prosegue - dovrebbe apprezzare l'atteggiamento responsabile delle aziende toscane pubbliche e private, che hanno anticipato ingenti risorse per pagare gli investimenti sul parco mezzi, ricevendo dalla Regione solo una piccolissima parte di quanto li spetta. Altro che carrozzoni! Stiamo facendo di fatto la banca alla Regione, avendo anticipato la quota del contributo regionale per pagare i costruttori degli autobus".