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Columbu, contestato anche il reato di lesioni

Sonia Maggi
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Il fantino Massimo Columbu detto Veleno II, finito nelle maglie della giustizia ordinaria per le vicende del Palio di luglio, non è indagato solo per il reato di violenza privata, come reso noto dalla procura all'inizio delle indagini quando il fantino fu raggiunto da avviso di garanzia, ma è indagato anche per il reato di lesioni. A Columbu viene contestato pure il reato 582 cp perchè il collega Giovanni Atzeni detto Tittia ha lamentato conseguenze di salute in seguito “all'artigliata” che, gettandolo a terra da cavallo subito dopo la mossa, non consentì al fantino vittorioso ad agosto nella Selva, di lottare il suo Palio per i colori del Nicchio di cui vestiva il giubbetto. Secondo indiscrezioni pare che il Tittia non sia andato a farsi refertare al pronto soccorso dopo la caduta, ma sarebbe rimasto a lungo in zona protetta. Poi successivamente, durante la fase istruttoria, un medico avrebbe testimoniato alla polizia di aver applicato tre punti di sutura al fantino per un taglio rimediato proprio in quella caduta. Quindi, in seguito a questa condizione di salute, l'indagine si sarebbe allargata anche al reato di lesioni che si aggiunge a quello iniziale di violenza privata che lascia ipotizzare una situazione di contrasto, fuori dal contesto paliesco, fra i due fantini. Le indagini della procura, coordinate direttamente dal procuratore capo Vitello, si sono concluse verso il 20 di settembre, a quella data è stato notificato il 415 bis, ovvero l'avviso di conclusione delle indagini al legale del fantino, avvocato Angela dell'Osso del foro di Perugia. Il difensore, nei termini a sua disposizione, ha depositato una memoria nella quale sostiene fermamente l'assoluto ambito della rivalità contradaiola in cui è avvenuto il fatto.