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Il congedo di Profumo: "Lascio una banca in salute, ma basta un raffreddore..."

Sonia Maggi
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Alessandro Profumo, che si prepara a lasciare la città del Palio, saluta tracciando un bilancio di questi tre anni e mezzo di grande impegno senese. “Tre anni e mezzo di grande intensità - dice il presidente uscente di Banca Mps - siamo riusciti a mantenere in vita la banca. La rete Mps è fenomenale, ha retto botta”. “Ci sono stati momenti di grande tensione e complessità - prosegue - ma oggi la banca ha un profilo di liquidità che in passato non aveva. Oggi siamo in una situazione ottimale. A me piace guardare avanti più che indietro. Ho 58 anni e se non intraprendo oggi la mia iniziativa imprenditoriale non la farò più. Quando arrivai dissi che volevo restare tre anni per tenere in vita un pezzo di storia di questo Paese. Ora vado a fare il presidente di una piccola cosa, ma dove sono azionista”. “Rilassato? Lo sono sempre. Do il massimo quando lavoro e ci metto passione. Quando venni a Siena dissi che non volevo il compenso. Non mi aspettavo un percorso così complesso e non lo sapevano neppure le autorità. La vera sfida è stata quella di fare il presidente. Dicevano che avrei litigato con Viola e invece abbiamo lavorato molto bene insieme”. Impossibile non toccare il tasto relativo alla aggregazione di Banca Mps. “Il Monte oggi ha una gestione operativa che funziona molto bene. Non era così quando sono arrivato. In tre anni Viola e la sua squadra hanno fatto un lavoro eccezionale. Abbiamo 45 miliardi di sofferenze, incagli, situazioni problematiche ma definite. Sono ben coperte con accantonamenti adeguati. E saranno adeguati se il Paese crescerà. Se il Paese dovesse avere il raffreddore a Mps potrebbe venire la broncopolmonite. Ma se il Monte troverà partner sarà in gradi di resistere anche alla broncopolmonite. Purtroppo non abbiamo ancora trovare il coniuge giusto per fronteggiare un eventuale raffreddore del Paese”.