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Il cielo di Siena è cremisi, la Torre vince il Palio di Provenzano

Marco Decandia
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Dopo oltre un'ora di attesa tra i due canapi, con una mossa che più battagliata e caotica non si poteva immaginare, Andrea Mari detto Brio e Morosita Prima volano sul tufo e fanno esplodere di gioia il popolo della Torre, che porta prima nella chiesa di Provenzano e poi tra le strade di Salicotto il Palio del 2 luglio 2015. Che le fasi della partenza saranno lunghe e complicate si sa dalla domenica in cui è stato completato il lotto delle partecipanti, troppe rivali in Campo e tante pretendenti al successo grazie alla scelta dei capitani di optare per un lotto livellato molto in alto. Tre minuti dopo l'uscita dei barberi dall'Entrone, il mossiere chiama la prima Contrada per accelerare al massimo i tempi. L'Onda si accomoda allo steccato, a seguire Valdimontone, Tartuca, Oca, Selva, Civetta, Pantera, Nicchio, Torre e Leocorno di rincorsa. La confusione tra i canapi non tarda a presentarsi, l'allineamento salta e comincia una danza drammatica a cui il mossiere prova a porre rimedio con uscite a ripetizione, ottenendo ben poco. Il primo a lasciare la posizione è il Valdimontone, alla ricerca del Nicchio malgrado i richiami del mossiere, poco dopo lo segue l'Oca, che sale verso la Torre anche se l'uomo del verrocchio la tempesti di avvertimenti. La tensione sale, i cavalli la avvertono, sudano e diventano scivolosi. Dopo circa tre quarti d'ora, il Nicchio ha uno scarto e il canape si abbassa per l'unica mossa falsa della serata. Ricomincia il rodeo, con cambi di posizione difficili da gestire, il mossiere cerca di farsi rispettare ma con scarsi risultati. Alla fine, dopo oltre un'ora di fatiche, il Leocorno fianca e la mossa è valida. I più veloci a guadagnare il tufo sono Tartuca, Onda e Selva, con l'accoppiata di Vallepiatta che prende la testa e gira al primo posto a San Martino, mentre la storia di una delle accoppiate favorite, quella del Nicchio, finisce ben prima, all'altezza di Fonte Gaia, per una artigliata del Valdimontone al giubbetto azzurro. La Torre è già alle spalle di Trecciolino e Quit Gold, li tallona da vicino, li infila al secondo San Martino e passa davanti al palco delle Comparse con sicurezza, mentre dietro l'Onda spreme a fondo l'ottimo Osama Bin ed è seconda, con la Selva scivolata al terzo posto. L'ultimo giro è da apnea assoluta, la Torre guida e la rivale Onda incalza, si avvicina, dà l'impressione di potercela fare. Andrea Mari usa tutto il suo mestiere per chiudere le traiettorie di Malborghetto, Salasso prova un ultimo, disperato tentativo all'ultimo Casato ma sbatte sul colonnino e rimbalza verso i palchi: l'ultimo pericolo è scongiurato, Morosita Prima si appresta a dare un dispiacere alla Contrada per cui ha trionfato meno di 2 anni fa, il giubbetto cremisi mangia gli ultimi metri e taglia il bandierino: è Torre 10 anni dopo l'ultimo trionfo.