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Alcol in contrada: esposto dopo giovane in coma etilico

Sonia Maggi
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Torna con prepotenza il problema dell'alcol in contrada. Per la verità l'argomento è sempre rimasto di attualità, impegnando a fondo le dirigenze e i presidenti di società che hanno adottato accurate misure di prevenzione. Ma due settimane fa capita la classica goccia che fa traboccare il vaso e ora ci troviamo di fronte ad un “giro di vite”, oltre che alle solite preoccupazioni. Durante una festa di contrada un giovane è finito in coma etilico. Una brutta situazione che ha preoccupato i genitori. Il padre ha presentato un esposto sul problema. Non una denuncia, ma una segnalazione per sollecitare rimedi e attenzione ad un fenomeno che può giungere anche a tristi conseguenze. Pochi giorni più tardi il priore della contrada interessata dal fatto è stato contattato dal questore di Siena per un colloquio relativo all'argomento. Ora, appare chiaro che l'asticella dell'attenzione sul fenomeno si è alzata e il tam tam fra presidenti di società porta ad una particolare attenzione verso la somministrazine di alcolici nelle contrade. E' vietato vendere alcol ai minori, per cui spesso si chiede di esibire un documento che accerti l'età e, in genere, dopo la mezzanotte, si evita di distribuire alcolici a chicchessia. Proprio per evitare il proliferare di conseguenze poco simpatiche. Ma è inutile nascondere l'evidenza: la tendenza ad alzare il gomito fra i più giovani, soprattutto quando sono in gruppo, sta diventando un fenomeno difficile da arginare e spesso capita purtroppo che anche laddove il proibizionismo è più forte, i ragazzi si presentino in contrada già “bottiglia-muniti”. Acquistano gli alcolici in altri esercizi commerciali e arrivano alla festa con la “boccia” al seguito. In questo caso che fare? Intensificare i controlli, certo, ma così facendo si rischia di svilire momenti spensierati di sana socializzazione in contrada, penalizzando anche chi sa “saggiamente divertirsi”.