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I magistrati senesi replicano agli avvocati: "Tono inaudito"

Sonia Maggi
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I magistrati replicano agli avvocati del foro senese. Ecco il testo Noi Magistrati di Siena esprimiamo sorpresa ed amarezza per i contenuti ed i toni della delibera degli avvocati di Siena riuniti in assemblea il 23 aprile 2015. La gravità di accuse indiscriminate e generiche, volte a minare la credibilità e l'operato di tutti i magistrati e dell'intero personale amministrativo, impongono alcune considerazioni. Il documento dell'ordine degli Avvocati stupisce per i toni eccessivi e per la rappresentazione di una forte contrapposizione con i giudici e con il personale amministrativo da noi non avvertita. Interveniamo non per contestare il diritto degli avvocati a reclamare l'applicazione delle regole ordinamentali ma per rivendicare la nostra dignità di magistrati, la nostra correttezza professionale, il nostro costante impegno nel lavoro giudiziario, il nostro sforzo per migliorare lo stato della giustizia di Siena. Per queste ragioni respingiamo con forza il documento approvato dall'assemblea degli avvocati di Siena, che è inaccettabile nei toni, nei contenuti e nei modi. Riteniamo i toni eccessivi perché con affermazioni apodittiche ed indifferenziate rappresentano in modo infondato lo stato della giustizia di Siena come in una condizione “terribile”. Noi viceversa affermiamo con fondamento che seppur in condizioni di estremo disagio e di difficoltà operative per scarsezza di mezzi e risorse, la giustizia penale a Siena funziona e quella civile, che sopporta un peso gravoso per una pesante eredità, si avvia ad un riassetto organizzativo sulla base del documento organizzativo e del progetto tabellare depositati dal Presidente del Tribunale il 17 marzo 2015; documenti che, sottoposti alle valutazioni e determinazioni del Consiglio Giudiziario e del CSM, possono costituire, se si vuole, al netto di anatemi ingiustificati, una base di discussione seria e costruttiva. Il contenuto del documento è assolutamente improponibile laddove contiene offese indiscriminate ed esplicite minacce di esposti disciplinari, argomenti che certamente non appartengono allo stile di chi pretende di avere un ruolo istituzionale nell'amministrazione della giustizia. Abbiamo sempre avuto rispetto per il Foro, quale componente essenziale del sistema giudiziario, a cui ci lega la comune aspirazione ad una funzionale organizzazione della giustizia, precondizione essenziale per svolgere al meglio e in modo accettabile il nostro lavoro. Pensavamo quindi che si potessero trovare momenti di dialogo comuni nella ricerca delle soluzioni più adeguate per affrontare la difficile condizione lavorativa del nostro Tribunale, che si trova a fare i conti con locali inadeguati e scoperture di organico sul fronte del personale amministrativo, queste sì terribili. Vale la pena sottolineare che in assenza di un incremento del personale amministrativo le cui scoperture, in Tribunale come in Procura, sono drammatiche, il servizio non potrà migliorare. Duole che l'Assemblea degli Avvocati non si sia preoccupata che dall'autunno prossimo, ad esempio, la cancelleria del dibattimento penale sarà sull'orlo del default per il legittimo pensionamento di alcuni cancellieri, con tutte le conseguenti difficoltà non solo sul piano degli adempimenti puramente amministrativi, ma anche per la celebrazione delle udienze. Nonostante l'impegno da ciascuno di noi profuso, viene rivolta ai giudici in modo indiscriminato e come tale non accettabile, l'accusa di comportamenti illegittimi e non educati e quella incredibile di lavorare fino a tarda ora. Non comprendiamo quindi a cosa serva e dove possa portare questa inutile contrapposizione, contraria alla logica di contribuire uniti al miglioramento, ciascuno nel proprio ruolo e nel reciproco rispetto della funzione, del servizio giudiziario. L'incomprensione è ancora maggiore in quanto trascura un dato essenziale ovvero che solo da pochissimo tempo il Tribunale e la Procura della Repubblica si trovano finalmente prossimi al pieno organico e proprio adesso, anche con la messa a disposizione del Tribunale dell'edificio di via Camollia, grazie all'azione corale di magistrati ed avvocati, si possono intravedere i segni e le condizioni per una, sia pur lenta, risalita della china. Il sistema giudiziario è imperniato su relazioni tra un insieme di individui che, nella diversità delle competenze, interagiscono- si influenzano – e hanno un legame. Dispiace dover constatare che il documento approvato dall'assemblea degli avvocati, per la sua indistinta accusa contro magistrati e personale amministrativo, ostacola questo percorso relazionale e così non contribuisce a migliorare le condizioni della giustizia di Siena. In ogni caso, nonostante la accuse sorprendenti ed ingenerose, continueremo a lavorare con lo spirito di servizio di sempre e con il costante impegno rivolto a rappresentare al meglio la giustizia nel circondario di Siena, consapevoli di fare ogni giorno, nelle condizioni date, il nostro dovere. Non ci nascondiamo davanti alle difficoltà, alle criticità e anche alle critiche di chi, come noi, ha a cuore il funzionamento della giustizia. Siamo consapevoli che i cittadini del circondario di Siena hanno diritto ad una giustizia efficiente ed efficace, e che, però, tale obiettivo può essere raggiunto soltanto evitando inutili contrapposizioni, che rischiano di incancrenire invece che risolvere i problemi esistenti. Auspichiamo un ripensamento delle azioni intraprese che porti prima di ogni altra cosa ad individuare, senza alcun pregiudizio, forme di dialogo e di confronto con tutti gli operatori della giustizia, per individuare insieme le criticità e trovare insieme le soluzioni adeguate.