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Fondazione Mps, colpo di scena nella lista per la banca.Verifica in deputazione il 28 aprile

Sonia Maggi
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Calma piatta per la lista di candidati presentata dai “pattisti” (e dunque da Fondazione Mps) per il rinnovo del cda di Banca Monte dei Paschi? Nemmeno per sogno. Prima del 16 aprile potrebbero esserci delle sorprese, o comunque dei ritocchi. Inoltre è risaputo che la composizione di tale elenco non è stata “indolore”, almeno in seno alla deputazione amministratrice della Fondazione Monte dei Paschi. Un braccio di ferro che ha stravolto i tradizionali equilibri e che avrà sicuramente un seguito. Una “resa dei conti”, o quantomeno un chiarimento che potrebbe veder vacillare anche la poltrona dello stesso presidente Clarich. Lo scontro di posizioni (tecnico-politico) non è passato inosservato nei giorni della composizione della lista e il palese 3 a 2, che ha messo in minoranza il presidente, ha bisogno di una verifica. Un chiarimento delle posizioni che verrà affrontato nella prossima seduta della deputazione generale, già fissata per il 28 aprile. Fra un mese dunque, una volta rinnovato il board di banca Monte Paschi, verrà affrontato l'argomento relativo all'aumento di capitale, per il quale la dg ha chiesto ampio approfondimento, ma anche il clima che si è verificato all'interno della deputazione amministratrice con il presidente messo in minoranza insieme alla vice Campedelli. Ciò che è successo impone giocoforza una verifica approfondita, se non altro per una conferma di fiducia che coinvolga l'intero vertice di palazzo Sansedoni. Un caso isolato, commenta qualcuno, legato alla rappresentanza senese in seno al cda della banca, ma il presidente Clarich giustamente chiede franchezza e serenità nelle decisioni. Dunque il clima non è proprio idilliaco all'interno della Fondazione Mps, con qualche mal di pancia da curare e contrasti che portano frizione fra la posizione tecnica e quella più “politico-istituzionale”. Per quanto riguarda le erogazioni all'Accademia Chigiana, la deputazione ha trovato una soluzione di mediazione. E' stato approvato un primo finanziamento di 250 mila euro ‘aggiuntivi' nel 2015, ma non è passata la proposta iniziale di erogare 600 mila euro da diluire in tre anni. O meglio, dopo la prima erogazione di 250mila euro, la deputazione farà una verifica sull'investimento e solo in virtù dei risultati e dei benefici ottenuti si procederà all'approvazione della tranche successiva (2016). E ora veniamo al colpo di scena, annunciato all'inizio: il protocollo sulle Fondazioni bancarie firmato da Acri e Mef (Ministero economia e finanza) lo scorso 15 marzo, che rinnova il regolamento delle fondazioni italiane modificando lievemente certi contenuti, andava recepito categoricamente entro il 31 marzo. La dg di palazzo Sansedoni ha reso immediatamente esecutivo il protocollo nella seduta di venerdì 27 marzo, dando immediato effetto ad una clausola che impone agli ex amministratori della Fondzione di non assumere incarichi nelle società conferitarie prima che siano trascorsi 12 mesi. Un veto che impone una “correzione” nella lista di maggioranza presentata dai pattisti e che escluderebbe, a detta di alcuni, la candidatura del sindaco revisore Alessandro Carretta, le cui dimissioni dalla Fondazione Mps risalgono allo scorso mese di luglio. Dunque, se per Fiorella Bianchi il braccio di ferro è andato a favore della senesità con il 3 a 2 di Barni, Fabbrini e Frigerio, con leggero ritardo, anche per la candidatura di Carretta, che come tutti sanno non è stata sposata con entusiasmo da una bella fetta di senesi ma imposta dai pattisti, si riapre il braccio di ferro. Secondo alcuni deputati la candidatura è ‘illegittima', e va sostituita, mentre pare che il presidente Clarich avanzi una diversa interpretazione: l'incompatibilità, in caso, riguarderebbe solo figure politiche ma escluderebbe gli accademici. Ancora una volta quindi si ripresenta il contrasto fra ruolo tecnico e ruolo politico. Vedremo.