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Siena, processo Minucci per operazione Time Out: chiesti 140 testimoni. Coinvolti mondo del basket e banca

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Susanna Guarino
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Ha preso il via al Tribunale di Siena il dibattimento del processo sul crac della Mens Sana Basket, che vede a giudizio l'ex gm e presidente Ferdinando Minucci, su cui pendono a vario titolo contestazioni che vanno dall'associazione a delinquere, riciclaggio, ricettazione, frode fiscale, bancarotta fraudolenta, emissione di fatture per operazioni inesistenti, omessa denuncia, false comunicazioni sociali fino al ricorso abusivo al credito. Insieme a Minucci, che si era visto respingere precedentemente dal giudice Costantini la richiesta di patteggiamento a 4 anni, è imputato anche Alessandro Terenzi, commercialista della Essedue Promotion, la società che forniva alla Mens Sana i servizi di scouting, marketing e ricerca sponsor. Dopo una lunghissima fase preliminare, se ne profila una dibattimentale altrettanto vasta e ricca di colpi di scena, visto che nel corso delle udienze saranno sentiti circa 140 testimoni, fra quelli ammessi dal collegio presieduto dal dottor Ottavio Mosti, di cui 60 da parte della Procura guidata dal pm Antonino Nastasi, e 80 citati dalla difesa di Minucci (rappresentata dagli avvocati Fabio Pisillo e Valeria Meloni). A comparire in aula saranno testi chiave come Jacopo Anselmi, Alberto Galluzzi, legale rappresentante della Columbus Value, ma anche ex atleti biancoverdi, fra quelli indagati per evasione fiscale, agenti, ex dirigenti Mps e della Mens Sana, collaboratori, personaggi del mondo del basket, molti dei quali sono in comune con la pubblica accusa. Nell'elenco spicca anche l'ex presidente di Mps Giuseppe Mussari. L'inchiesta Time Out risale al 2013.