Due capolavori senesi acquistati dagli Uffizi, Siena chiede di esporli alla Pinacoteca della città del Palio

Daniele da Volterra, Elia nel deserto (1543 circa; olio su tela, 81 x 115 cm; Collezione privata). Foto: Andrea Lensini, Siena

IL CASO

Due capolavori senesi acquistati dagli Uffizi, Siena chiede di esporli alla Pinacoteca della città del Palio

03.01.2020 - 02:28

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Gli Uffizi strappano al mercato dei privati due capolavori cinquecenteschi di Daniele da Volterra che per due secoli sono rimasti nelle pareti del palazzo Pannocchieschi d’Elci in Piazza del Campo. Il direttore Schmidt vorrebbe collocarli nella storica Galleria, ma il Comune di Siena e 46 importanti intellettuali italiani, tra cui diversi senesi, lanciano un appello all'istituzione fiorentina: “Metteteli nella nostra Pinacoteca”. La battaglia è dura, è solo all'inizio e per il momento siamo ai convenevoli, con parole di grande diplomazia soprattutto verso il direttore degli Uffizi per l’importante operazione messa a segno. Ma il sindaco Luigi De Mossi ha intenzione di andare fino in fondo e coinvolgere addirittura il Ministero dei beni culturali “per ragionare sulla più corretta allocazione delle due opere in questione”

Il Corriere di Siena si era occupato subito del caso, nel luglio 2018, facendo intendere come la città perdesse un'opera unica che per oltre duecento anni era rimasta affacciata su Piazza del Campo. Il riferimento era proprio al capolavoro del Cinquecento passato dalla collezione senese dei conti Pannocchieschi d'Elci alla Galleria degli Uffizi ovvero “Elia nel deserto” (olio su tela, 81 x 115 cm), databile tra il 1534 e il 1549 sotto il papato di Paolo III Farnese. Il dipinto era stato menzionato da Benedetto Falconcini nell'Elogio del pittore in casa dei suoi discendenti Ricciarelli (vero nome di Daniele), a Volterra nel 1772. Da qui passò poi per via ereditaria nella collezione dei conti da cui la Galleria degli Uffizi l'ha acquistato. L'opera è considerata un vero e proprio capolavoro della pittura italiana del Cinquecento. Due anni fa, dunque, ha lasciato Siena per finire nel più prestigioso museo italiano. Già esposto nella mostra monografica “Daniele da Volterra, amico di Michelangelo a Casa Buonarroti”, curata da Vittoria Romani (2003–04), nel 2017 il dipinto è stato al centro dell'esposizione “Daniele da Volterra: i dipinti d'Elci”, a cura di Barbara Agosti e Vittoria Romani, alla Galleria Nazionale d'arte antica di Palazzo Corsini a Roma. E' stato inoltre tra i capisaldi della mostra forlivese, “L'eterno e il tempo tra Michelangelo e Caravaggio”.

Nell'estate 2018 fu il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, a presentare l'importante aggiunta all'inestimabile collezione della Galleria, insieme all'allora soprintendente alle belle arti di Siena, Arezzo e Grosseto Anna Di Bene, al funzionario Alessandro Bagnoli e alle due ricercatrici che hanno dedicato studi fondamentali al dipinto, Barbara Agosti (professore associato di Museologia e critica artistica e del restauro all'Università degli studi di Roma “Tor Vergata”) e Vittoria Romani (ordinaria di storia dell'arte all'Università degli studi di Padova). Nell'occasione venne ricordato che nel 1979 la Soprintendenza stessa propose il vincolo per i due dipinti di Daniele da Volterra, che provenivano dalla casa del pittore (“Madonna col Bambino, San Giovannino e Santa Barbara” poi comprato nel 2019 ed “Elia nel deserto”). Proprio i due al centro della vicenda di queste ore. L'atto amministrativo di fatto è stato alla base dell'acquisizione degli Uffizi. Il direttore Schmidt spiegò che “...con la nuova sala di Michelangelo da poco inaugurata, il tempismo dell'acquisto del capolavoro di Daniele da Volterra non potrebbe essere migliore. Infatti, nei nuovi spazi dedicati alla pittura del Cinquecento, che in questo momento stiamo preparando, “Elia nel deserto” avrà un posto d'onore accanto alla Strage degli Innocenti”. A riprova dell'eccezionale importanza dell'acquisto, la Galleria degli Uffizi aveva ricordato il valore dell'artista sul libero mercato: un suo disegno raffigurante Didone addormentata (cm. 33.2 x 45.9) è stato venduto da Christie's a Londra il 27 settembre 2016 per ben 797mila sterline, all'epoca l'equivalente di 925mila euro. Vedremo cosa accadrà, siamo solo all'inizio di una lunga mediazione.

L'approfondimento sul Corriere di Siena in edicola il 3 gennaio 2020.

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