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Siena, le tesi di uno studioso: "Boccaccio in realtà era Cecco Angiolieri, che ha ispirato anche Dante"

Marco Decandia
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Menotti Stanghellini, classe 1932, è uno studioso senese che chiede che vengano ascoltate le sue tesi, in grado di stravolgere la storia della letteratura italiana e continentale. "Ho condotto ricerche per quasi 10 anni - spiega - e ho fatto una serie di scoperte per le quali Siena viene a trovarsi al centro di una bufera letteraria capace, fra l'altro, di rivoluzionare la Commedia di Dante e di svelare la vera identità di Giovanni Boccaccio, che non è mai esistito. In realtà, le sue opere sono state composte da Cecco Angiolieri, che ha usato quello pseudonimo. Lo stesso si può dire di Chrétien de Troyes, ritenuto il poeta europeo più importante prima di Dante. In realtà era sempre Cecco, che da esule amava follemente la Francia. A lui risale anche la paternità di un poemetto in francese antico come la Chanson de Roland, letto e ammirato in tutto il mondo occidentale. E che dire di Marco Polo? Improbabile che l'autore del Milione fosse veneto, in quell'opera domina il senese antico. Chi l'ha scritta è nato a Siena, lo sostengo da anni". Il passo successivo non può che essere Dante... "L'Angiolieri era un poliglotta d'eccezione, aperto alle lingue del passato e a quelle del suo tempo, autodidatta intelligente e geniale, vero padre della lingua italiana e di un patrimonio letterario europeo impareggiabile. Incontrarlo, per il giovane Alighieri, fu una gran fortuna. Se non fosse successo, con ogni probabilità la Commedia non esisterebbe”. Insomma, o direttamente o per ispirazione, ci sarebbe il poeta maledetto dietro a tutti i capolavori del Duecento e Trecento. “E' molto probabile - giura Stanghellini. - Se le mie tesi saranno accolte, Siena balzerà in primo piano e cambierà le fondamenta della cultura europea”.