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Ciao Matteo, in tremila per l'ultimo saluto al capitano coraggioso

La nonna distrutta dal dolore tra le lacrime:"Ecco il mio cittino che sognava di diventare famoso"

Roberto Minelli
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Correre dietro a un sogno val sempre la pena. Anche se può costarti la vita. La bara bianca al centro dello Stadio dei Pini a Foiano della Chiana non è affatto un segno di resa. I riflettori fanno luccicare il campo e dal prato verde sale, comunque, un profumo di vita. "Viva il calcio, viva Foiano, viva Matteo", è il saluto finale che scioglie l'angoscia collettiva. Sono in tremila, tutti lì per lui, per Matteo, il piccolo grande capitano coraggioso. C'è la maglietta con il numero cinque e il suo nome, che babbo Cristiano riceve da un baby calciatore del Foiano, la accarezza con accanto la moglie Samantha e la figlia Sara, e se la lega al collo. C'è tutto il paese e anche molto di più. Una folla che non entra neanche nelle tribune.Tutti lì per lui."Ecco, il mio cittino che sognava di diventare famoso…- sussurra tra le lacrime la nonna - ora ha anche le telecamere della Rai…". Ma non doveva andare così.