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Pinocchio è di cristallo nella città che potrebbe aver ispirato il suo nome

Inaugurata la mostra omaggio a Collodi che studiò nel centro quando, nell'Ottocento, esistevano una fonte e una Costa "del Pinocchio"

Alessandra Borghi
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Tanti piccoli Pinocchi in cristallo, con nasi lunghi e colorati, che escono dal crogiuolo dove prende forma la produzione di eccellenza di Colle di Val d'Elsa. Sono loro i protagonisti della mostra “Pinocchio – Cristallo & Colle di Val d'Elsa. Il collegamento tra Colle e Collodi”, allestita da ieri nel Museo del Cristallo, con cui la città valdelsana rende omaggio al burattino famoso in tutto il mondo e al suo autore, Carlo Lorenzini, in arte Carlo Collodi, che studiò qui dal 1837 al 1842, dagli 11 ai 16 anni di età.  Proprio a Colle di Val d'Elsa, dove a quell'epoca esistevano una fonte e una Costa del Pinocchio, il futuro scrittore potrebbe aver tratto ispirazione per il nome del suo burattino. I piccoli Pinocchi sono stati realizzati dalla cristalleria ColleVilca su disegno di Duccio Santini, curatore dell'esposizione e direttore del Museo del Cristallo, che ha illustrato anche alcune tavole per ricordare i luoghi principali del racconto del celebre burattino e la possibile ispirazione colligiana.  La mostra - promossa da Museo del Cristallo, Fondazione Musei Senesi e Associazione Pro Loco con il patrocinio della Fondazione nazionale Carlo Collodi e del Comune di Colle di Val d'Elsa - rimarrà allestita per tutto il periodo natalizio e sarà visitabile negli orari di apertura del Museo, tutti i giorni dal martedì al venerdì dalle ore 15.30 alle ore 17.30 e nei giorni di sabato, domenica e festivi dalle ore 10.30 alle ore 12.30 e dalle ore 15.30 alle ore 18.30. Dopo il periodo natalizio gran parte dei burattini in cristallo e le tavole illustrate da Duccio Santini rimarranno allestite per ricordare in via permanente il legame fra Colle di Val d'Elsa, Collodi e Pinocchio.