Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

La mafia non governa Palermo

Esplora:

Michele Cucuzza
  • a
  • a
  • a

Ferma condanna nei confronti di questi gesti ignobili che offendono la storia e la vita presente di Palermo. Una conferma di apprezzamento per il camminodi cambiamento che stanno vivendo la città e, al suo interno, lo Zen: ripeto sempre che lo Zen è Palermo e Palermo è lo Zen. E, ancora, apprezzamento per quel che fanno insegnanti e genitori della scuola ‘Falcone' che non a caso ha impianti sportivi che farebbero invidia a qualunque città italiana. Quanto è successo è la conferma che qualcuno non ha capito che Palermo è cambiata”. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, manifesta sdegno ma anche fiducia mentre reagisce al duplice oltraggio dell'altro giorno alla memoria di Falcone e Borsellino (staccata la testa del busto del giudice davanti all'istituto comprensivo a lui intitolato allo Zen , uno dei quartieri più degradati della città, incendiato il ritratto dei due magistrati nella scuola “De Gasperi” in centro ). E' la quinta volta che la statua di Falcone viene danneggiata in quella scuola, mentre l'atto vandalico contro il poster dei due magistrati è avvenuto nel salotto buono di Palermo: teppismo o consenso mafioso tra i giovani? “Un dato è certo: la mafia non governa Palermo” risponde Orlando “la cultura mafiosa non governa Palermo, esistono ancora, certamente, alcune sacche di resistenza di chi non ha capito che il tempo è cambiato. La reazione di Palermo è stata molto chiara: come Città metropolitana, insieme con l'Associazione nazionale magistrati, stiamo predisponendo un grande murales con Falcone e Borsellino che coprirà l'intera facciata dell'Istituto nautico palermitano. E proprio lunedì, in occasione della festa di Santa Rosalia, abbiamo inaugurato un'infiorata nel sagrato della cattedrale con le immagini dei due giudici: la vera città è questa, qualcuno nascondendo il volto si comporta da incivile, senza capire che il suo tempo è finito”. Però allo Zen nessuno ha espresso solidarietà agli insegnanti e al personale dell'istituto: “in realtà ho ricevuto decine di telefonate di condanna da parte di cittadini di quel quartiere. La vogliamo smettere di considerare lo Zen una terra perduta?”.' Qui i toni del sindaco si fanno più duri: “quello che accade allo Zen capita anche nei quartieri di Roma e di Milano e nelle zone centrali di Palermo: ci sono barbari, incivili, selvaggi e qualche volta anche mafiosi: non a caso Roma capitale è capitale anche di mafia”. Che cosa rappresentano, allora, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino allo Zen? “Punti di riferimento, indicazioni di un riscatto possibile. Quando recentemente le forze di polizia hanno arrestato decine di malfattori dello Zen, io che conosco il quartiere ho visto la faccia soddisfatta degli abitanti, perché loro stanno dalla parte della legalità. E' questo il tema vero”. Più in generale, possiamo escludere che la mafia abbia ancora consenso a Palermo? “La mafia avrà consensi ma certamente non ha consenso: avrà consensi in gruppetti di personaggi che si ostinano a credere che il mondo non è cambiato. Qualcuno di questi, in giacca e cravatta, opera in qualche banca di Roma, Amburgo o Berlino. Magari utilizzando nomi diversi da Calogero o Salvatore”. Cosa farete per proteggere quel busto di Falcone? “'D'accordo con l'autore, Sirio De Ranieri, stiamo organizzando il restauro della statua. Mi auguro che le altre scuole italiane prendano esempio dalla ‘Falcone' e che gli abitanti dei quartieri delle grande città italiane prendano esempio da chi vive allo Zen”.