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L'acqua, lo sviluppo e il Tar

Michele Cucuzza
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Trenta milioni e mezzo di euro per il lancio di un nuovo marchio di acqua minerale, creazione di un'oasi turistica, potenziamento delle strutture sul territorio a disposizione dei cittadini e, soprattutto, nuovi posti di lavoro di cui la città ha grande bisogno. Questi gli impegni sottoscritti dall'azienda Rocchetta per il rinnovo della concessione a utilizzare le sorgenti di Gualdo Tadino per altri venticinque anni. La Regione ha autorizzato il piano lo scorso dicembre. Un provvedimento molto atteso anche dal sindaco del comune umbro, Massimiliano Presciutti, che considera l'investimento una grande opportunità di rilancio economico e turistico: “ Dopo anni bui si aprono finalmente prospettive favorevoli. Sarebbe un vero peccato per tutti, a cominciare dalla cittadinanza, se adesso ci fossero dei ritardi”. Dunque, sembrava arrivato il momento del via. Ed ecco che spunta dal cilindro il ricorso presentato al Tar dalla Comunanza Agraria Appennino Gualdese, un organismo ormai dimenticato e che pare aver ritrovato vigore proprio in questa occasione. Le sue origini risalgono all'epoca ottocentesca, non se ne era più sentito parlare e fino ad ora della sua attività nessuno si era accorto. Ed è curioso che solo adesso la Comunanza rispolveri la sua vocazione a tutelare l'ambiente. Nel loro sito i responsabili dell'associazione nata per garantire l'uso civico dei beni comuni da condividere, in particolare il pascolo e il taglio della legna, rivendicano il diritto ad avere un ruolo nel rinnovo della concessione. Adirati i sindacati confederali: “Sarebbe un oltraggio perdere un'occasione di sviluppo produttivo e sociale in un territorio - dicono Cgil Cisl e Uil - che in questi anni ha subìto l'accanirsi della crisi”. La Rocchetta, leader del mercato delle acque minerali, gioiello del Made in Italy, commenta con amarezza: “Così viene fermato un progetto rispettoso dell'ambiente, molto atteso anche da parte della cittadinanza. Infatti ci siamo impegnati a coinvolgere nella produzione esclusivamente aziende della zona alle quali affideremo i lavori di cui non possiamo occuparci in modo diretto”. La prima concessione per l'utilizzo delle fonti di Gualdo risale al 1952, poi rinnovata due volte. Negli anni '90 l'arrivo dell'attuale proprietà e il rilancio di un marchio ormai noto in tutto il mondo assieme a quello di Uliveto. Il sindaco Presciutti è contrariato: “Ho incontrato i rappresentanti della Comunanza, ho cercato di arrivare a una soluzione condivisa, invece hanno preferito ricorrere ai tribunali, un vizio italico, con un esposto di 64 pagine dove viene messo addirittura in discussione il sì della Regione. Spero che il tutto si risolva al più presto nell'interesse dei cittadini”. La Rocchetta non polemizza ma si pone alcune domande: “Ci chiediamo a chi realmente la Comunanza Agraria stia dicendo no. A noi che siamo una delle poche aziende capaci di resistere nonostante la criticità della situazione nazionale e di investire? Oppure il no è rivolto a Gualdo Tadino già colpita da eventi naturali di cui porta ancora le ferite e che potrebbe risollevarsi? Il nostro piano avrebbe portato grossi vantaggi anche per lo sviluppo del turismo, dell'occupazione”. L'ok al progetto è intanto arrivato anche da Wwf, Sci Club Valsorda e Gruppo Sportivo Avis: “nel prestigioso ambiente naturale gualdese - hanno scritto in un comunicato congiunto - ben si colloca un progetto che va a insistere in un ambiente che ottenne il riconoscimento di area di particolare interesse naturalistico-ambientale e di ambito critico. Il progetto Rocchetta di recupero e riqualificazione ambientale, che prevede la realizzazione dell'Oasi della Valle del Fonno e la riconsegna del fiume Feo alla sua valle che verrebbe tirata fuori dalla triste destinazione affidatagli nel secolo passato - dicono ancora le tre organizzazioni - viene a rappresentare un intervento di ricucitura tra la Rocchetta, la sua valle e il tessuto sociale degli abitanti di Gualdo”.