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L'Immacolata romana

Michele Cucuzza
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Ero in piazza San Pietro, mercoledì mattina, all'inaugurazione del Giubileo della misericordia, certo, ma anche della tranquillità. Non c'era una grandissima folla (2 milioni gli italiani che hanno già rinunciato al pellegrinaggio nei prossimi mesi) nonostante non piovesse: tra 50 e 70 mila persone, meno di altri incontri per l'Angelus della domenica, la gran parte pellegrini in visita organizzata. Molti romani erano in vacanza per ilPponte dell'Immacolata, qualcuno è rimasto a casa intimorito, ma tra via della Conciliazione e il magnifico colonnato del Bernini davanti a San Pietro non c'era nessuna tensione, nessuna preoccupazione malgrado l'allarme soprattutto mediatico e le vistose misure di sicurezza: la corsia centrale della strada transennata e lasciata vuota per l'emergenza, gli agenti di polizia con i “beep”, cilindri acustici simili a manganelli, che venivano passati sugli abiti di chi entrava in piazza alla ricerca di gas, i giacconi da sbottonare per lasciar agire i metal detector tenuti in mano dalla sicurezza, le tende predisposte per il pronto soccorso ai lati della strada famosa per i negozi di souvenir per devoti. Tutto si svolgeva con molta calma, la gente avanzava in fila senza reagire, in silenzio, forse anche perché sovrastata dai canti sacri diffusi dalla potente amplificazione . Sotto la gradinata, illuminata dalle luci di solito accese la sera e dai fari delle tv, i pellegrini arrivati di prima mattina seduti dietro ai porporati, al centro della piazza il presepe, il braccio meccanico della tv del Vaticano a trasmettere sui quattro maxischermi i dettagli più suggestivi della cerimonia, i salmi letti in tutte le lingue (cinese e giapponese compresi). In cima al colonnato non c'erano i tiratori scelti ma nugoli di fotografi e telecamere. “Abbandonate ogni forma di paura e di timore” ha detto il Papa nell'unico riferimento sia pure indiretto alle minacce del Daesh “non si addicono a chi è amato e può approfittare della grazia”. Abbracciato il Papa emerito Benedetto XVI (l'incontro visto solo in tv ha suscitato grande entusiasmo) Francesco ha invocato tra gli applausi: “Apritemi le porte della giustizia'” Non senza qualche sforzo, le due ante decorate in bronzo si spalancavano: erano le 11.12, con l'applauso di piazza San Pietro cominciava il Giubileo. Mezz'ora dopo, subito dopo l'Angelus, il Papa avrebbe fatto partire il suo tweet: “Bontà e tenerezza di Dio per tutti”. Nel pomeriggio, Francesco ha salutato gli ammalati in piazza Mignanelli, appena oltre Trinità dei Monti: qui la gente, per essere ammessa e superare le transenne, è stata perquisita con cura dai carabinieri, non era mai successo. Ma c'era un'aria di festa, nessuno aveva timore, Francesco men che meno: vestito di bianco, sorridente, accarezzava, stringeva mani, si fermava, creando subito un rapporto personale anche a chi rivolgeva soltanto un saluto. Ha ragione il collega Massimo Franco che ha notato che, mentre l'Europa si blinda, il Papa continua a sfidare la paura nel rapporto aperto con gli altri. Radar, caccia intercettori: Roma blindata - questo 8 dicembre - è apparsa lontana dai percorsi del Pontefice. Intanto, all'imbrunire, San Pietro diventava uno schermo gigante per le immagini dei fotografi più famosi del mondo sul futuro del pianeta e le sue specie minacciate dal riscaldamento globale: un gioco di luci mai visto prima da queste parti, sulla cupola e le colonne i colori e le sagome degli animali più suggestivi, dalle farfalle ai coccodrilli, dagli armadilli ai rinoceronti, fino ai più comuni gabbiani urlanti nel cielo azzurro. Uno spettacolo straordinario tra i flash di migliaia di telefonini, il regalo per il Papa di uno dei cofondatori di Microsoft, offerto all'indomani dell'enciclica ecologista “Laudato sì” e in contemporanea con la conferenza di Parigi sul clima. Curioso, ma Roma, una capitale che ha due prefetti e nessun sindaco, l'altro giorno sembrava quasi un modello.