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La Calabria del futuro pensa positivo

Michele Cucuzza
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Se parli di 'ndrangheta, parli di Calabria, sicuro. Come - l'altro giorno - il Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti. Ricordando sì il radicamento dell'organizzazione mafiosa in Lombardia, ha sottolineato le pesanti infiltrazioni della criminalità calabrese nel porto di Gioia Tauro. Brutte notizie, purtroppo. Indispensabile prenderne atto, raccontando anche le continue azioni di contrasto, come lo smantellamento della banda di rapinatori, mercoledì a Gioia Tauro. Senza che questo però esaurisca l'argomento Calabria, che invece vuole proporsi in modo nuovo e positivo, non solo nell'immagine. E' l'ambizione di Mario Oliverio (Pd), da dicembre governatore della regione, “per mettere le ali alla mia terra. Dobbiamo combattere la 'ndrangheta con ancora maggiore efficacia e determinazione, attraverso un coordinamento più stretto tra l'azione dello Stato e quella delle amministrazioni locali. Obiettivo: rendere impossibile il condizionamento, la pervasività della mafia nelle attività pubbliche, nel controllo delle risorse, negli appalti”. Dunque, repressione, leggi, ma anche cultura della legalità: “i giovani, i cittadini devono aver chiaro che il crimine è un ostacolo allo sviluppo della loro terra, limita libertà e vita democratica. Solo se usciamo da questa prigionìa possiamo esprimere le nostre potenzialità, avere crescita, permettere l'affermazione di intelligenze e creatività. Mettere le ali alla Calabria significa prima di tutto sconfiggere la criminalità organizzata”. Oliverio traccia la direzione necessaria per il cambiamento: “la costruzione di un sistema virtuoso, l'opposto di quanto è stato fatto negli anni macinando risorse, alimentando assistenza e, anche, malaffare. Stiamo mettendo mano alla riorganizzazione della macchina regionale: elimineremo enti, società in house, strutture mangiasoldi, semplificheremo e riordineremo, i risparmi saranno consistenti”. Altra nota dolente, strade e ferrovie: “tra le nostre priorità. Progettiamo ammodernamenti e nuove opere d'intesa con Anas, Ferrovie, aeroporti. Ma vogliamo anche lo sviluppo delle reti immateriali, attraverso la banda larga per telecomunicazioni e informatica”. Quando si parla di Calabria, si inciampa spesso nei fondi europei inutilizzati: “in questi anni c'è stata un'inadeguatezza assoluta. Su 3 miliardi provenienti da Bruxelles per il periodo 2007-2013, ne è stato utilizzato uno solo. Cercheremo di recuperare il resto, anche se abbiamo poco tempo. Per la programmazione 2014-2020, dove sono previsti altri 5 miliardi, la musica cambia: appena la Commissione europea avrà valutato i nostri programmi, li renderemo operativi; una task force farà in modo che le procedure siano scorrevoli e ci sia la giusta informazione. Utilizzeremo tutti quei fondi per i servizi, la pubblica amministrazione, il sostegno alle imprese e la digitalizzazione del territorio regionale: amministratori, sanità, imprese faranno un salto, al passo con il paese”. Ci sono anche progetti per la scuola: “mettere in sicurezza gli edifici e aiutare le famiglie deboli dove si verifica la più alta evasione dell'obbligo d'Italia. Nell'agro-alimentare le risorse daranno un efficace sostegno alle aziende di settore e ai prodotti di qualità. Anche qui, si cambia: la Calabria dovrà essere un laboratorio che sappia valorizzare anzitutto il suo mercato interno. Fino ad oggi abbiamo consumato a tavola più prodotti di importazione che di produzione nostrana”. Prima uscita per la Calabria che vuole recuperare immagine, orgoglio e futuro per i suoi giovani all'Expo, in un padiglione con il simbolo del bergamotto, esclusività reggina famosa per liquori e profumi derivati. Olio, agrumi e altri prodotti tipici si potranno gustare in una serie di container: tutto il patrimonio culturale della regione, dai fasti della Magna Grecia, a Campanella, Alvaro, i conventi e le chiese, le montagne e i 700 km di costa, sarà messo in rete. “Accoglienza e umanità dei calabresi” le parole chiave. [email protected]