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La ricerca vera arma anti tumore

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Michele Cucuzza
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"Ma quale sfortuna. Il nuovo studio sul cancro della John Hopkins University School of Medicine di Baltimora, Stati Uniti, spiega che è vero che di due terzi dei tumori non siamo ancora in grado di dire perché e come insorgono, ma questo non vuol dire che gli sviluppi della ricerca non ci permetteranno di conoscerne e contrastarne l'origine “. Francesco Cognetti, presidente della Fondazione 'Insieme contro il cancro', direttore del dipartimento di Oncologia medica all'Istituto dei tumori Regina Elena di Roma respinge con decisione l'idea che dopo anni di battaglie per la prevenzione, sia l'imponderabile a determinare la malattia che temiamo di più. “Il lavoro pubblicato sull'ultimo numero di Science”, spiega Cognetti “afferma che - studiando i tumori di alcuni pazienti - solamente in un terzo dei casi è possibile attribuirne l'insorgenza a una causa precisata. Negli altri due terzi il fenomeno è dovuto a mutazioni che insorgono nelle cellule staminali totipotenti (quelle non ancora differenziate, ndr). Mentre evolvono, queste cellule possono dar vita a fenomeni neoplastici, per l'insorgenza di mutazioni apparentemente casuali, in rapporto alla loro velocità e al ritmo di proliferazione. Nessuno può concludere che, dato che non si conosce il perché delle mutazioni, una causa non esista, che il tumore dipenda dalla fatalità, dalla sfortuna: si tratta invece di uno stimolo in più a incrementare le nostre ricerche. Così come per i tumori di cui conosciamo le cause (dieta sbagliata, scarso esercizio fisico, fumo, esposizione eccessiva alle radiazioni solari, infezioni virali), anche per gli altri, le cui origini non abbiamo ancora individuato, sarebbe fuorviante negare l'utilità della prevenzione: al contrario, gli stili di vita corretti, il controllo del peso, l'alimentazione sana (per esempio per la prevenzione del tumore del colon-retto vanno privilegiati cibi con molte scorie che facilitano un decorso rapido nell'intestino di possibili cancerogeni negli alimenti), una dieta che non preveda troppo frequentemente carni rosse, specie se cotte alla brace, l'abitudine a nutrirsi di frutta, verdura, pesce, tutto questo serve moltissimo in ogni caso”. Insomma, guai ad arrendersi: “Il genoma umano è stato scoperto solo 15 anni fa. Da allora sono state individuate infinite alterazioni dei geni che sono in rapporto con l'insorgenza e la diffusione di tumori, la loro metastatizzazione, la sensibilità o la resistenza alla terapie. Ogni anno con l'accrescersi delle nostre conoscenze sappiamo di più della biologia di questa malattia e individuiamo cure migliori. Un esempio importantissimo: i nuovi farmaci che potenziano il sistema immunitario per combattere il melanoma maligno. Prima non avevamo nulla: grazie alla ricerca, si sono individuate nuove terapie negli ultimi due-tre anni. E le si stanno sperimentando contro altri tumori, del rene, del polmone, della vescica. Ricordiamo poi che, grazie al pap test e ai vaccini contro il papilloma virus, si sono straordinariamente ridotti dalle nostre parti i tumori all'utero, purtroppo ancora enormemente diffusi nei paesi in via di sviluppi”. La nuova ricerca americana non riguarda il cancro al seno e alla prostata. “Per il primo”, ricorda Cognetti, “ci sono stati enormi successi soprattutto nella diagnosi precoce, dalla mammografia periodica alla ricerca di eventuali ereditarietà. Lo studio di tumori ereditari si è esteso a quelli dell'ovaio e, negli uomini, della prostata. Questo ci permette di 'confezionare' sulla base della storia personale e familiare di ciascun paziente un sistema di diagnosi precoci e di esami, proporzionati ai rischi che corre: stesso discorso per la diagnosi precoce dei tumori del grosso intestino”. Ricerca, dunque, alla quale destinare risorse, e per noi cittadini stili di vita corretti e screening sempre più innovativi e diffusi per le patologie per le quali ne è stato dimostrato il vantaggio. Inutili gli scongiuri, anche se chiaramente ammessi. [email protected]