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Mps-Unicredit, Sileoni (Fabi) avverte: "L'ultima parola sarà comunque della Bce"

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“Credo che la trattativa in atto tra lo Stato e Unicredit sul Monte dei Paschi di Siena sia a buon punto. Tutte le considerazioni che sono state fatte, in queste ultime settimane, non tengono conto del fatto che alla fine a decidere sarà la Banca centrale europea che, se la trattativa arriverà a una conclusione positiva, darà il benestare. Se, invece, la trattativa dovesse saltare, comunque interverrebbe la Bce".

 

 

"Insomma, tutti fanno i conti senza l’oste e l’oste è proprio la Bce. Quindi, ritengo che, sia per quanto riguarda gli aspetti societari sia per quelli legati all’occupazione, convenga a tutti trovare un accordo nel più breve tempo possibile”.

 

 

Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato sabato 9 ottobre su Class Cnbc. “Non ho partecipato al gossip e al dibattito politico delle scorse settimane, mi sono limitato a ribadire che per le lavoratrici e i lavoratori di Mps era arrivato il momento di porre fine ai sacrifici che hanno fatto negli ultimi anni e ho ribadito che al primo licenziamento avremmo bloccato il settore. Ma questa eventualità - ha aggiunto Sileoni - è da escludere, perché noi abbiamo il nostro ammortizzatore sociale, il fondo esuberi, con il quale abbiamo sempre gestito crisi bancarie e ristrutturazioni solo con pensionamenti e prepensionamenti su base volontaria”.