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Mps, Lega all'attacco: "Assurdo spendere 5 miliardi di soldi pubblici per coprire il disastro del Pd"

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La Lega attacca sulla questione Mps. "Spendere più di 5 miliardi di soldi pubblici per svendere Mps e lasciare nell'incertezza migliaia di lavoratori è inaccettabile - ha spiegato il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo -. L'alternativa c'è ed è ricapitalizzare Mps spendendo meno della metà rispetto all'acquisizione da parte di Unicredit. Dopo essere stata trattata per anni come bancomat dal Pd ed aver ricevuto miliardi dallo Stato per essere risanata, la banca più antica del mondo non può subire anche questo torto. A Siena si vota il 3 e 4 ottobre per le elezioni suppletive: visto che il Pd è protagonista assoluto del disastro Mps, che cosa ne dice il candidato Enrico Letta? Perché non ne parla? Perché si presenta nascondendo il simbolo? Perché scappa dal confronto?", ha sottolineato ancora Romeo. 

 

 

"Non è pensabile svendere migliaia di posti di lavoro e chiudere centinaia di sportelli. Se qualcuno pensa di usare soldi degli italiani per fare un regalo a un privato troverà nella Lega un avversario - ha affermato l'europarlamentare Marco Zanni -. Sarebbe davvero triste se una banca nata nel 1472 fosse costretta a chiudere i battenti, tanto più nel momento in cui i conti sono migliorati, dopo una cura dolorosa e costosa".

 

 

E poi ancora Lega all'attacco con Susanna Ceccardi: "La comunicazione arrivata ai sindacati, della chiusura di 50 sportelli da parte del Monte dei Paschi di Siena - ha commentato - è un segnale estremamente preoccupante, che getta nell'incertezza, in un colpo solo, 843 dipendenti. Non è azzardato vedere in questa decisione un'accelerazione di quella che si prefigura ormai come una svendita della banca a Unicredit". "Serve chiarezza - ha aggiunto - per i lavoratori di Mps, che hanno il diritto di sapere adesso se il taglio delle filiali non rappresenti davvero il preludio ad un piano da circa 7, forse 8 mila licenziamenti. E serve chiarezza anche per i contribuenti. Sarebbe uno scempio se Unicredit se ne uscisse da questa operazione privatizzando i profitti e socializzando le perdite, dopo che già in questi anni lo Stato è intervenuto pesantemente per mantenere in vita Mps".