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David Rossi, la commissione chiama Piccini: avanti l'iter per la simulazione con il manichino

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La commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte di David Rossi riparte da Pierluigi Piccini. L’ex sindaco di Siena sfilerà davanti all'organismo presieduto da Pierantonio Zanettin il 21 ottobre e anche per il suo coinvolgimento nella vicenda (i servizi delle Iene, l'inchiesta di Genova), potrebbe essere un elemento importante nel fare luce sul caso. Prima del consigliere comunale, la prossima settimana saranno sentiti Carolina Orlandi e a seguire Pierangelo Maurizio e i giornalisti delle Iene, Marco Occhipinti e Antonino Monteleone.

 

 

La commissione si fermerà solo nella settimana che precede le elezioni, per consentire ai vari rappresentanti di fare campagna elettorale. L'altra novità riguarda la richiesta del M5s di aver accesso ad alcuni atti, come la lista delle persone presenti dentro Rocca Salimbeni la sera del decesso del responsabile della comunicazione della banca. Come ha spiegato Zanettin, “le richieste saranno discusse nel prossimo ufficio di presidenza, perché le proposte raccolte vengono votate la settimana successiva”. Tra le azioni da portare avanti, anche la simulazione della caduta del manichino: una prova ritenuta cruciale dalla commissione. “Il presidente ci ha assicurato che sarà fatta”, ha sottolineato Luca Migliorino. Intanto giovedì 16 settembre a Roma è stato ascoltato Raffaele Ascheri, autore per altro di un libro sulla vicenda. Il blogger, che aveva espresso la volontà di essere audito, si è detto convinto del suicidio di Rossi. Per lo stesso motivo, si è detto concorde con l'operato della magistratura senese, evidenziato come “la procura da subito si fosse indirizzata su questa strada”. Queste considerazioni lo hanno quindi portato ad affermare che “per l'opinione che mi sono fatto, questa commissione non ha motivo di esistere”. Per dare forza alle proprie posizioni, il blogger ha portato una serie di evidenze, come gli estratti degli incontri di Rossi con la mental coach, Carla Ciani: l'ultimo dei quali sarebbe avvenuto la mattina del 6 marzo 2013, giorno della morte del responsabile della comunicazione di Mps.

 


Il faccia a faccia ha vissuto anche alcuni momenti “vivaci”, perché da vari rappresentanti della commissione è arrivato l'invito a non soffermarsi alle dinamiche contenute nel libro. “Rispetto altri incontri, devo dire che non sono emersi elementi nuovi o sconosciuti - ha spiegato Migliorino -. Tutti possono essere utili a questa causa, ma di certe dichiarazioni, per esempio quella riguardante la Procura di Siena, sono rimasto sorpreso. Come non riesco a farmi una ragione sulla storia dei fazzolettini, rimasti nell'ufficio di Rossi a lungo senza che nessuno se ne curasse”.