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Mps, Paragone all'attacco: "Dentro la banca tossine che ancora oggi costano care ai cittadini"

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Emanuele Giorgi
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“Io ho scritto ‘Gang bank’, peraltro ho seguito le vicende di Banca Monte dei Paschi molto da vicino, nelle sue articolazioni che vanno dal governatore d’Italia Mario Draghi, fino all’amministratore delegato di Leonardo. Tutto ciò per dire che la questione è centrale, e ci sono dentro tossine che ancora oggi costano care ai cittadini”. Esordisce così Gianluigi Paragone, che giovedì 26 agosto si è concesso ai microfoni della stampa locale per presentare il candidato di Italexit alle elezioni suppletive di ottobre, Mauro Aurigi. E' stata una giornata piena di impegni per il senatore, che nella mattinata si è recato a Firenze, dopodiché, dalla stazione di Santa Maria Novella è partito alla volta di Sesto Fiorentino. Infine, nel pomeriggio è arrivato a Siena, dove, dopo una breve sosta ristoratrice si è fermato a parlare non solo con i media, ma anche con i tanti sostenitori che si sono presentati per assistere al comizio. “Sul capitolo Monte dei Paschi di Siena ci sono diverse impronte digitali – continua il senatore – quelle del centrosinistra su tutte, ma anche il centrodestra ha le sue responsabilità”. 

 

 

Il senatore di Italexit continua parlando delle elezioni previste per il prossimo ottobre: “Noi abbiamo deciso di candidare Mauro Aurigi. Abbiamo scelto un senese doc a differenza di qualcuno che si è paracadutato qui”. “Enrico Letta, dopo essersi aggiornato alla corte di Francia – prosegue l’ex politico del movimento cinque stelle – vorrebbe andare alla Camera passando attraverso il collegio di Siena. Noi presentiamo un senese che su Monte dei Paschi sa molto di più rispetto a Enrico Letta”. Al senatore è stato chiesto poi cosa ne pensasse degli altri candidati, Elena Golini di Potere al popolo, e Tommaso Marrocchesi Marzi per il centrodestra, “Sono altri candidati che arrivano da fuori – dice il senatore – per essere sacrificati, e che non hanno conoscenza delle dinamiche senesi”. 

 

 

Gianluigi Paragone si è poi soffermato sul tema dei vaccini: “Dobbiamo innanzitutto mettere a fuoco il tema delle vaccinazioni: noi ci stiamo concentrando non sul vaccino come oggetto di studio scientifico, ma sul vaccino come arma per ledere i diritti dei lavoratori e del popolo, distinguendo in cittadini di serie A e di serie B”. “Non ho alcun problema – prosegue rispondendo ad una domanda sul distretto delle scienze della vita a Siena – a pensare ad un polo di ricerca medica e scientifica però oggi, col Covid, vediamo il green pass spacciato come rimedio sanitario quando invece è solo un atto burocratico. Sono assolutamente favorevole a tutto ciò che riguarda la ricerca, ma altrettanto contrario a tutto ciò che stiamo vivendo oggi”. “A me non fa paura la medicina – continua –, mi spaventa vedere le multinazionali sfruttare la ricerca per speculare in borsa e aumentare il prezzo delle fiale durante l’emergenza, come abbiamo visto fare”. “Il green pass crea dei lavoratori di serie a, che sono quelli che hanno scelto di vaccinarsi liberamente – spiega Gianluigi Paragone –, e magari quelli che non volevano farlo ma sono stati spinti alla vaccinazione per poter lavorare. Poi ci sono i lavoratori che non scelgono di vaccinarsi ma che sono costretti a pagare il pizzo a qualcuno perché devono comprarsi i tamponi per poter lavorare: io non trovo da nessuna parte nella Costituzione, che si debba pagare per andare a lavorare”.