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Banca Mps, i sindacati romani: "Dipendenti controllati via skype. La nuova dirigenza intervenga"

Giuseppe Silvestri
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Nel comunicato in cui denunciano "pressioni commerciali sui lavoratori" nell'area di Roma, i sindacati Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin vanno oltre. Sottolineano che c'è anche "un’altra trovata che ha dell’incredibile: le consulenze commerciali supervisionate via skype. Nonostante i nostri colleghi abbiano dimostrato più volte responsabilità e capacità di reggere la Banca anche nei momenti più difficili, ora devono essere controllati durante i colloqui con i clienti".  "E' mai possibile, continua il documento, che questa dirigenza locale non trovi di meglio da fare che chiedere report, monitorare e comparare senza mai, e ripetiamo mai, portare iniziative di largo respiro che creino fiducia nei dipendenti e diano dimostrazione di professionalità e managerialità? È mai possibile che sia solo capace di demotivare, bacchettare e umiliare?". Poi l'appello ai nuovi vertici aziendali appena nominati: "Partendo dal profondo senso di sfiducia che il corpo lavorativo nutre nei confronti di questa direzione, e da ciò che constatiamo come risultato del suo operato, ci rivolgiamo ai nuovi vertici aziendali appena nominati dal nostro azionista di riferimento, che ricordiamo essere lo Stato italiano: ritenete queste pratiche compatibili con l’attività di una Banca in questo momento storico, e a maggior ragione di una Banca a capitale pubblico? Fateli smettere, prima che sia troppo tardi". L'attacco, naturalmente, è alla dirigenza laziale della banca.