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Coronavirus Siena, il sindaco di Montalcino: "Per ripresa serve cambio di passo". Il punto su vino e turismo

Giuseppe Silvestri
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di Gennaro Groppa "Questo è un momento epocale, e nei momenti epocali si devono dare risposte significative per il futuro. E’ necessario un cambio di passo”. Parole del sindaco Silvio Franceschelli, primo cittadino di Montalcino, in provincia di Siena. “La situazione per le aziende del vino è a macchia di leopardo. C’è stato tendenzialmente un rallentamento dovuto al mercato, tuttavia da alcuni Paesi continuano ad arrivare ordini. Penso al mercato nordamericano e anche le attività che lavorano con la grande distribuzione hanno ordini. Comunque parliamo di prodotti la cui qualità resta sempre molto alta. E il Brunello 2015 è una grande annata. Il problema per l’agricoltura è relativo alla liquidità, ci sono costi fissi e continui che vanno onorati”. Com’è la situazione negli altri settori produttivi? “Per gli allevamenti i problemi sono più vasti. Mancano i rifornimenti a bar e ristoranti e il formaggio non si può stagionare a vita. A Montalcino, poi, abbiamo circa 10 mila ettari a cereale a dispetto di 3500 ettari a vigneto. Per questo prodotto la richiesta sembra buona. Per il miele sembrano esserci dati normali, anche se un grande peso lo avrà la fioritura”. Verranno quest’anno a mancare i tantissimi turisti da tutto il mondo... “Loro mancheranno, sì. Speriamo in un turismo di prossimità che possa dare comunque una piccola luce. Ma complessivamente temo che vivremo un inverno molto lungo e non semplice. Questa dovrà essere l’occasione per pensare un progetto di rilancio forte che possa portare ad un cambio di passo. Mi riferisco a come ci si presenta, a come si ricevono i visitatori, a come si fa somministrazione e anche ad una maggiore connessione tra il settore produttivo e la campagna. Si pensi che noi abbiamo 200 agriturismi nel territorio...”. Quali le difficoltà per il bilancio del Comune? “Siamo fortemente preoccupati, la situazione ha dato dei colpi non indifferenti ai bilanci comunali. Tante voci verranno a mancare e non c’è un ristoro. Servirà elasticità e nel Paese saranno necessari dei progetti infrastrutturali veri. A livello nazionale si deve dare una svolta, soprattutto vanno velocizzate le procedure. A Genova in due anni faranno il nuovo ponte, lì si è andati giustamente in deroga a tutte le norme. Nel Senese per il ponte a Monteriggioni sulla sp5, che costa appena 100 mila euro, sono stati necessari quindici mesi”.