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Polemiche sul cencio, parla l'artista

Riccardo Pagliantini
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“Evidentemente chi critica conosce poco le mie opere. Ho ripreso una pittura di stori che ha bisogno di documenti, di riferimenti perché non ero certo nelle trincee della Prima Guerra Mondiale né a Teano con Garibaldi. Prima di parlare bisognerebbe conoscere”. Neppure il tempo di scendere dal palco allestito all'interno del cortile del podestà per la presentazione del suo drappellone che già sui social veniva lanciata l'accusa di un Palio copiato da una fotografia. Il tam tam della rete ha fatto il resto e gli applausi che inizialmente avevano accolto l'opera di Gian Marco Montesano sono stati coperti dal rumore delle tastiere di chi ha commentato in rete.  "Confesso di aver fatto nascere durante la mia vita, involontariamente, una corrente, il “Medialismo” sulla quale ho fondato tutta la mia carriera artistica. Una produzione di opere che si basa proprio su questo tipo di documentazione: cartoline, calendari, copertine di riviste. Parliamo di iconografia di massa. Un lavoro che è stato riconosciuto, ed evidentemente apprezzato, visto che sono state fatte due Biennali a Venezia.Mi dispiace soprattutto per queste persone che invece di prendersi del tempo per guardare la mia opera sono subito andate a cercare il modo per avvelenare questo momento. Tutto è frutto di un preconcetto che già c'era nei miei confronti. Si tratta di una cartolina di propaganda tedesca che veniva data ai soldati nelle trincee. Davanti a me avevo un compito difficile: sintetizzare la guerra e la pace. Ho concentrato il mio lavoro nel trovare un simbolo che potesse raggiungere questo obiettivo”. Servizio completo nell'edizione del Corriere di Siena di martedì 16 ottobre.