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Morte David Rossi, Associazione Magistrati contro Piccini. E bacchetta stampa nazionale

Andrea Bianchi
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Delio Cammarosano, presidente della sottosezione senese dell'Associazione nazionale magistrati (che proprio a Siena terrà il prossimo 20 ottobre alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella il suo congresso nazionale) ed i magistrati del tribunale della città del Palio si scagliano contro le dichiarazioni dell'ex sindaco di Siena, Pierluigi Piccini, sulla morte di David Rossi, già capo della comunicazione Mps. E bacchettano pure la stampa nazionale. I Magistrati della sottosezione Anm di Siena riuniti in assemblea stigmatizzano che "l'interlocutore del giornalista (Piccini, ndr) ha espresso gravi accuse nei confronti dei magistrati di Siena. In particolare si racconta di una “storia parallela”, mai emersa nel corso delle indagini e mai denunciata dallo stesso interlocutore, che vedrebbe coinvolti vari soggetti, tra cui i magistrati senesi, in “festini” a base di “cocaina” che si sarebbero tenuti in due ville, una tra Siena e Arezzo, altra in zona di mare. Secondo quanto prospettato nell'intervista, le indagini sul decesso di David Rossi non si sarebbero spinte oltre per evitare lo scandalo nei confronti di magistrati o di altre personalità di rilievo nazionale, che avrebbero preso parte ai “festini”. Si tratta di accuse penali rivolte ai magistrati degli uffici di Siena, per le quali ogni competenza spetterà alla Procura della Repubblica di Genova". I magistrati senesi criticano pure una parte della stampa nazionale: "Ulteriormente, su parte della odierna stampa anche di rilievo nazionale - si legge nel comunicato della sottosezione della Anm - il contenuto della trasmissione è acriticamente ripreso ed esaltato, con toni di inusitata gravità (il Fatto Quotidiano titola, “la morte di David Rossi: mistero delle prove distrutte”; Il Giornale, “l'ombra dei festini hard”, “David Rossi fu assassinato (…) quelle ville frequentate da politici e giudici”). Si tratta di affermazioni prive di qualsiasi fondamento e riscontro, non finalizzate all'accertamento della verità, che si risolvono in una gratuita aggressione all'immagine e alla fedeltà istituzionale della magistratura senese. Proprio nella consapevolezza del ruolo fondamentale dell'informazione anche come eventuale stimolo all'approfondimento di spunti investigativi, riteniamo assolutamente inaccettabile, invece, la sistematica e continua delegittimazione degli uffici giudiziari senesi. Esprimiamo pertanto la più ferma solidarietà ai colleghi che nel tempo si sono occupati del tragico caso, di cui conosciamo la professionalità e la assoluta fedeltà istituzionale, auspicando che nella Sede competente sia attivato un immediato intervento a tutela".