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Crisi, "anche a Siena rischio strozzinaggio"

Lelio Grossi, presidente

Il presidente della Fondazione anti usura: "Aiutate oltre 2000 famiglie"

Andrea Bianchi
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Oltre duemila famiglie toscane e senesi salvate dal baratro dello strozzinaggio, garantiti 93 milioni di euro di finanziamenti bancari per estinguere debiti pregressi e consentire di riacquistare la tranquillità perduta. Numeri impressionanti quelli della "Fondazione toscana per la prevenzione dell'usura", la onlus guidata da Lelio Grossi diventata un fiore all'occhiello non solo per la città di Siena, dove è nata quasi 20 anni fa, ma per tutta la regione tanto da essere il più importante punto di riferimento del Ministero del tesoro. In pochi la conoscono, ma quotidianamente arrivano richieste di aiuto determinate dal sovraindebitamento per uso non corretto del denaro, perdita del posto di lavoro, stato di crisi dell'impresa, malattie, difficoltà di accesso al credito per protesti o pignoramenti, separazioni, divorzi e gioco d'azzardo. Alla domanda sulla forte crisi senese degli ultimi anni, è sconcertante la risposta del presidente della onlus, Lelio Grossi: "A Siena emergono le stesse difficoltà delle altre città toscane. Siena però ha una peculiarità: è una città che vive molto d'immagine e spesso le persone si indebitano per dimostrare un tenore di vita elevato. Diverse famiglie della media borghesia, oggi hanno problemi molto gravi, che possono anche portarle a cadere in mano di approfittatori od usurai. Sono in media 90 le famiglie della città e comuni limitrofi che ogni anno si presentano al nostro centro di ascolto di Siena". La storia della Fondazione, il suo impegno nel territorio senese e toscano, il dramma di alcune famiglie legate anche al gioco d'azzardo o all'accumulo di rate, magari per comprarsi l'ultimo modello di un telefonino alla moda, sono raccontate nell'inchiesta-intervista di Andrea Bianchi Sugarelli che verrà pubblicata nell'edizione del Corriere di Siena in edicola il 12 gennaio 2017 oppure CLICCANDO QUI