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Banca Monte Paschi: "Correttezza del nostro operato. Indagine atto dovuto"

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Giuseppe Silvestri
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Banca Monte dei Paschi "...ribadisce con forza la piena correttezza del proprio operato, e confida con piena serenità che l'attività della magistratura, con la quale la nuova dirigenza ha peraltro sempre collaborato in quattro anni, contribuendo fattivamente alle inchieste in corso, porterà ad un rapido e tranquillizzante chiarimento della situazione". E' quanto si legge in una nota in cui Banca Monte dei Paschi in relazione alla notizia dell'iscrizione nel registro degli indagati di Fabrizio Viola e Alessandro Profumo, precisa ancora una volta che le operazioni in questione sono della vecchia dirigenza e degli ex manager. "La nuova dirigenza ha dapprima posto sotto esame tali operazioni e effettuando, motu proprio, un restatement di bilancio per poi chiudere le operazioni diminuendo drasticamente la rischiosità di tali strumenti". La sottoposizione ad indagini, quale atto dovuto - scrive sempre la Banca - trae origine da un esposto promosso da un azionista della Banca che, in sede assembleare, ha anche proposto azione di responsabilità, nei confronti dell' ex Presidente e dell'amministratore delegato, respinta con il 99,6% di voti contrari. L'iscrizione è da considerarsi un “atto dovuto”, come peraltro "...precisato dalla Procura della Repubblica di Siena prima di trasmettere gli atti alla Procura Milano per competenza territoriale". Servizio sul Corriere di Siena in edicola il 20 agosto 2016