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Alabarda rubata e anarchia nei giorni di Palio

Andrea Bianchi
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Capita a tutti i contradaioli di aggrapparsi al Palio senza rendersi conto della delicatezza della seta e dell'asta che la sorregge. E' l'impeto del momento, le passioni che travolgono tutto e tutti, scene a cui siamo abituati. Ma sabato due delinquenti travestiti da turisti hanno approfittato della concitazione del momento per spezzare la parte alabardata e rubarla. Il pezzo doveva essere un souvenir di pregio della Carriera di Provenzano (nel 2004 venne rubato perfino il giubbetto della Tartuca), un “colpo” subito riuscito tanto che anche passeggiando per le vie del centro nessuno li ha fermati per chiedergli conto di quell'alabarda. Passando però tra Stalloreggi e Pian dei Mantellini i contradaioli della Pantera, che stavano brindando per la consegna della cuffia dalla Lupa all'avversaria Aquila, si sono resi conto che i due individui avevano un pezzo dell'asta del Palio. Hanno così fermato i turisti spiegandogli che si trattava di un “bene” della contrada vittoriosa, prendendolo così in consegna. E' stato poi il priore della Pantera, Pasquale Colella, a restituirlo nelle mani del priore e capitano Gabriele Gragnoli: “In questo modo ci sdebitiamo del regalo che ci avete fatto facendo diventare ‘nonna' la nostra avversaria” ha detto Colella. L'asta del Palio vinto dalla Lupa è stata comunque sostituita con quella del 1989, donata da Fabio Beneforti, figlio di Vittorio, ex capitano vittorioso. Un gesto bellissimo e pieno di significato in attesa di ripristinare quella del 2016. Sabato sera i contradaioli della Lupa avevano trovato un rimedio per portare in giro il “Cittino”. Caos Il furto dell'alabarda è solo uno dei tanti episodi spiacevoli che Siena e le contrade sono costretti a subire nei giorni della Festa. Intanto la Procura della Repubblica dovrebbe aprire una indagine e dare un nome alle due persone che hanno spezzato la parte finale dell'asta del Palio (ci sono le riprese televisive e le foto che stamani il Corriere ha pubblicato nell'edizione in edicola), inoltre sia l'amministrazione comunale sia le forze dell'ordine dovrebbero iniziare a ragionare sull'anarchia che regna sovrana tra i turisti nei giorni della Festa. Ormai non c'è più rispetto per niente, si va dai 'selfie' vicino al cavallo o alle comparse durante il tragitto verso il Casato fino addirittura a cercare di toccare i barberi per una carezza. Aspetti che in passato erano rarissimi, ma che invece oggi sono diventati all'ordine del giorno. Serve quindi una capillare informazione verso i turisti che giungono a Siena per godersi la Festa, magari attraverso cartelloni, volantini o info telematiche da recapitare nei telefonini. Prima che imparino la lezione... "alla vecchia maniera".