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Funerali Pansa, l'ultimo saluto a San Casciano Bagni

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Riccardo Pagliantini
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Le spoglie del giornalista italiano Giampaolo Pansa riposano nel piccolo cimitero di San Casciano dei Bagni, in compagnia delle ceneri dell'adorato figlio Alessandro, scomparso prematuramente nel 2016. Lo splendido borgo ha accolto dolcemente il feretro che è giunto puntualmente da Roma, dove il giornalista si era spento nella giornata di domenica e dove aveva ricevuto il saluto di tanti suoi colleghi nella camera ardente, allestita presso la clinica Quisisana. Aveva 84 anni e dal 2002 si era rifugiato con la moglie Adele in quel piccolo paradiso di San Casciano dei Bagni, tra gente semplice e affettuosa che li aveva lasciati vivere tranquillamente e fatti sentire a casa propria. Ieri a attenderlo sul bel sagrato della collegiata dei santi Leonardo e Cassia, oltre al nugolo di cronisti e fotoreporter, numerosi rappresentanti delle istituzioni civili e militari, tra cui i sindaci Agnese Carletti di San Casciano dei Bagni e il sindaco Federico Riboldi di Casale Monferrato, il comune che gli aveva dato i natali. E poi la gente comune, gli amici di Giampaolo e gli ammiratori del suo giornalismo, venuti anche dai comuni vicini. A ringraziare tutti, la moglie Adele, addolorata e commossa. Durante la cerimonia funebre ha preso la parola. “Ringrazio tutti gli amici, i colleghi che siete arrivati fino qui e in tanti. A nome di Giampaolo voglio rivolgermi anche ai due sindaci. Al sindaco Carletti voglio esprimere la mia gratitudine, in quanto rappresentante della comunità di San Casciano dei Bagni. Grazie per l'accoglienza calorosa fin dal primo giorno. Ci siamo trovati bene da subito. Un uomo e una donna semplici, in una comunità semplice, ma generosa. Adesso vi chiedo di aiutarmi a farmi abituare alla sua assenza, al suo vuoto”. Anche per Agnese Carletti la perdita del giornalista è dolorosa. Il parroco don Antonio Nutarelli, che ha concelebrato la messa funebre con don Piero Barberi, parroco di Cetona, ha ricordato quando Pansa era solito raccontare che da piccolo era stato anche lui un chierichetto. E ha aggiunto che forse doveva proprio alla presenza di Dio “quel dono eccellente di scrittura e di pensiero”.  E infine  il lento e silenzioso corteo funebre a piedi verso il cimitero, con molti big del giornalismo italiano, come Marco Damilano, Maurizio Belpietro, Luca Telese, il vignettista Emilio Giannelli.