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Siena, aumentano in Toscana le truffe romantiche: donne mature adescate da falsi spasimanti che chiedono soldi

Susanna Guarino
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Sono aumentate in Toscana, e si sono verificati casi anche a Siena, le cosiddette truffe romantiche, che vedono come vittime delle donne di età compresa tra i 40 e i 60 anni, circuite da uomini conosciuti in rete e indotte con stratagemmi sentimentali a versare ingenti somme di denaro a truffatori senza scrupoli. Lo sforzo della Polizia Postale e delle Comunicazioni nell'anno 2019 è stato costantemente indirizzato alla prevenzione e al contrasto della criminalità informatica in generale. Si è evidenziato un significativo aumento del fenomeno delle truffe legate al trading online: molti utenti della rete, allettati dalla prospettiva di facili guadagni derivanti da investimenti “sicuri”, sono caduti nella rete di abili truffatori e finti intermediari finanziari investendo centinaia di migliaia di euro. In particolare due nigeriani ed un camerunense sono stati denunciati dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per la Toscana. I malviventi gestivano un profilo Facebook di un finto appartenente alle Forze Armate U.S.A., con il quale adescavano la vittima. Nel corso delle conversazioni, seguite da scambi di e-mail, messaggi sms e di messaggeria WhatsApp, i malfattori conquistavano la fiducia della donna e riuscivano a farsi accreditare corpose somme di denaro, per un totale di circa Euro 40.000,00, apparentemente destinati alla costruzione di un orfanotrofio nella città di Firenze. La tempestiva attività investigativa, sviluppata sul flusso di denaro movimentato su diversi conti correnti, ha permesso di individuare i soggetti coinvolti e di bloccarne i rapporti bancari ad essi intestati, permettendo altresì di recuperare, oltre che l'intero importo sottratto alla vittima, ulteriori Euro 100.000,00, provento di precedenti attività illecite. A carico dei tre soggetti deferiti all'A.G. sono state, inoltre, eseguite perquisizioni nelle regioni Toscana e Lombardia, durante le quali sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro dispositivi informatici (tablet, notebook e smartphone utilizzati per gestire i conti correnti on line) e carte di pagamento associate ai conti oggetto dell'attività.