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Ospedale di Siena, interventi ai Tumori A entro 15 giorni dal 2020

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Andrea Bianchi
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I direttori generali delle Aziende unità sanitarie locali e delle Aziende ospedaliere universitarie della Toscana e Daphne Rossi, coordinatrice del Consiglio dei cittadini della salute, sono stati ascoltati giovedì 21 novembre, dalla commissione Sanità, presieduta da Stefano Scaramelli (Italia viva). La legge prevede infatti che annualmente i vertici delle Asl riferiscano sui contenuti della relazione sanitaria aziendale e l'organismo di partecipazione illustri l'attività svolta. “Si tratta – ha dichiarato Scaramelli – di un'occasione importante per approfondire il lavoro avviato, fare un bilancio e mettere l'accento su risultati, problemi e prospettive, anche considerato il fatto che siamo a fine legislatura” .  I primi a intervenire sono stati i vertici delle aziende ospedaliero universitarie. Valtere Giovannini, direttore generale dell'Aou di Siena, ha ricordato che l'azienda si era presa alcuni impegni, e li ha rispettati: sviluppare l'attività chirurgica e di alta complessità; monitorare la spesa farmaceutica; potenziare l'attività chirurgica oncologica e contenere i tempi di attesa per gli interventi chirurgici; riorganizzare l'attività specialistica ambulatoriale e azzerare i tempi di attesa della prima visita e della diagnostica. Giovannini ha spiegato che adesso l'azienda riesce a garantire a tutti l'accesso entro una settimana, a garantire entro trenta giorni gli interventi per i tumori di classe A, con l'obiettivo di ridurre i tempi a 15 giorni nel 2020. Tutte le visite specialistiche, inoltre, sono disponibili entro una settimana. Antonio D'Urso, direttore dell'Area Vasta sud-est, ha ricordato come l'area abbia scarsa popolazione e infrastrutture insufficienti, come siano molti i cittadini anziani (il 4 per cento grandi anziani), e la speranza di vita migliore che per altre aree della Toscana con l'unica eccezione di Grosseto. I distretti sono 8, gli stabilimenti ospedalieri 13 e 23 le case della salute attivate. A questo proposito, D'Urso ha fatto presente che in alcuni casi, come in Valdarno, i medici di medicina generale si sono rifiutati di entrare in una casa della salute e dunque servono soluzioni diverse da mettere in campo. Buono il tasso di ospedalizzazione e in miglioramento i tempi di attesa.  La coordinatrice del Consiglio dei cittadini della salute ha richiamato l'attenzione sulla necessità di “dare risposte, anche difficili ma necessarie”. “Spesso la percezione del cittadino è diversa rispetto ai numeri e agli sforzi fatti dalle diverse aziende, anche per questo il Consiglio è utile, per riportare e condividere informazioni”. Rossi ha ripercorso l'attività svolta nel 2019 e parlato di due fronti in particolare su cui lo strumento di partecipazione ha insistito: l'applicazione del Piano socio sanitario regionale e il confronto sulla proposta di Piano sulle liste di attesa”. “Esiste un problema 118 su cui vorremmo essere coinvolti”, ha concluso la coordinatrice pur ricordando che alcune osservazioni portate all'attenzione della commissione in fase di redazione del Pssir, sono state recepite.