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Siena, l'assessore Benini: "Basta classi pollaio. Anche a settembre metà degli studenti a casa"

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Giuseppe Silvestri
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di Gennaro Groppa “A Siena non ci sono i luoghi e i locali adatti per pensare ad un raddoppio degli spazi scolastici. Si pensi alla questione del Monna Agnese o anche a quella del liceo classico. Il mio personale pensiero è che invece a settembre possa continuare ad essere portato avanti il progetto della didattica a distanza che potrebbe riguardare anche la metà della popolazione studentesca”. Sono dichiarazioni dell'assessore comunale all'istruzione Paolo Benini, che si trova in questo ruolo ad affrontare un argomento spinoso come quello scolastico legato all'emergenza Coronavirus. Spinoso soprattutto perché al momento non possono esserci certezze relativamente a ciò che potrà avvenire a settembre, quando riprenderanno le lezioni. Benini aggiunge: “Una parte degli studenti potrebbe andare a scuola e l'altra continuare a utilizzare il metodo della didattica a distanza, ovviamente con un'alternanza dei gruppi in presenza. In questo modo negli istituti verrebbero superati i problemi che potrebbero derivare da un'eccessiva presenza di ragazzi e quindi da possibili assembramenti. Al momento è infatti difficile pensare di mantenere a settembre classi pollaio da 30 elementi. E anche fare più classi è ad ora impensabile negli istituti scolastici. Sull'esame di maturità – dice ancora Benini – è stata trovata una soluzione che non è quella classica e tradizionale ma che per lo meno permette di far arrivare alla conclusione il percorso di studi. Ma da qui a settembre dovremo conoscere quelle che saranno le indicazioni che arriveranno da Roma e capire cosa sarà possibile fare”. La posizione dell'assessore Benini è chiara. Ed è una posizione volta a non demonizzare la didattica a distanza. “Uno dei pochi elementi positivi di questo virus – dice – è che ci ha insegnato che alcune cose sono possibili e tra queste lo smart working e la didattica a distanza. Dobbiamo far tesoro e non dimenticare ciò che abbiamo appreso in queste settimane. Relativamente alla didattica a distanza mi pare che nel nostro territorio abbia funzionato abbastanza bene. Sono stati segnalati pochi problemi, che sono stati analizzati e affrontati, e qualche difficoltà di connessione. Ma non sono arrivate lamentele drammatiche su questo argomento. Credo che se un discorso di questo tipo sarà portato avanti si dovrà comunque lavorare per arrivare ad una percentuale zero di problemi. Lo smart working e la scuola da casa hanno dei benefici, pure da un punto di vista ambientale: minor inquinamento e migliore qualità della vita. Questi sistemi non devono a mio avviso andare a sostituire i modelli tradizionali, ma in parte potrebbero integrarli ed entrare quindi definitivamente nella vita delle persone dato che grazie ad essi ci sono ricadute significative ed importanti. L'iniziativa che è stata portata avanti dal Magistrato delle contrade darà la possibilità ad alcune famiglie di avere computer, al momento sono arrivate una dozzina di richieste in tal senso”.