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Coronavirus Siena, detenuto che si è ucciso in isolamento, il carcere spiega: "Abbiamo seguito tutte le norme"

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Marco Decandia
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Dopo il caso di un detenuto che si è tolto la vita all'interno del carcere di Santo Spirito, dove si trovava in isolamento per i protocolli legati al Coronavirus, il garante regionale Giuseppe Fanfani ha deciso di andare a fondo della questione, tuonando che “il suicidio soprattutto si manifesta nelle persone psichicamente più fragili come appare fosse questo giovane", poi ha promesso “un'attenta interlocuzione al fine di evitare che drammi di questo genere possano ripetersi”. Dalle parole è passato ai fatti, come conferma il direttore dell'istituto senese, Sergio La Montagna. “Ho parlato con il garante dei detenuti - spiega - ed è in atto una richiesta da parte dell'autorità giudiziaria. Questo mi impedisce di parlare, dunque la mia non è reticenza. Posso soltanto dire che abbiamo approntato tutte le misure prescritte dall'ordinamento giudiziario e dalla situazione legata all'emergenza sanitaria. Questa persona era affetta da Covid-19, e la situazione attuale, purtroppo, ci impone di adottare il provvedimento dell'isolamento”. Anche Claudio Benzo, segretario provinciale del Sindacato autonomo agenti di polizia penitenziaria, conferma: "Difficile capire i motivi di un gesto così tremendo. Le disposizioni impongono che chiunque venga portato in carcere passi i primi quindici giorni di detenzione in isolamento, per precauzione, a prescindere che sia contagiato o no. E' la prassi. Oltretutto lui presentava anche qualche linea di febbre”.