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Il garante: "Giovane si uccide in carcere a Siena. Era isolato per cause legate al Coronavirus". Altri 2 morti

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Giuseppe Silvestri
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"Un giovane di nazionalità italiana si è tolto la vita nel carcere di Siena, trasferito da altro istituto e posto in isolamento per motivi sanitari legati al Coronavirus". La denuncia è di Giuseppe Fanfani, garante regionale dei detenuti che parla di un "inaccettabile dramma continuo" sottolineando che ci sarebbero tre decessi di detenuti nelle carceri toscane. "Ancora non vi sono notizie ufficiali - spiega Fanfani - Al mio ufficio nulla è pervenuto ma da quanto è dato sapere sono tre i detenuti morti nelle nostre strutture penitenziarie negli ultimi giorni. Il 28 maggio a Prato, dopo giorni di agonia, un giovane ventenne di nazionalità turca che aveva tentato il suicidio domenica scorsa, è morto. Pare soffrisse di problemi psichiatrici. Il giorno dopo nel carcere di Prato è deceduto a seguito di un malore un giovane magrebino di 35 anni. Le cause sono ancora tutte da accertare. Lo stesso giorno si è tolto la vita nel carcere di Siena un giovane di nazionalità italiana, trasferito da altro istituto, e posto in isolamento per motivi sanitari legati al Coronavirus". Il garante regionale, pur nella difficoltà di avere notizie precise sulle vicende, e pur non avendo avuto alcuna comunicazione ufficiale, manifesta tutta la sua preoccupazione per il susseguirsi di episodi di tale gravità. "Queste situazioni - afferma - sono la conseguenza, difficilmente evitabile, di esasperazione psichica dovuta alle terribili e talvolta inumane condizioni in cui la detenzione carceraria viene eseguita. Il suicidio soprattutto si manifesta nelle persone psichicamente più fragili come appare fossero i giovani che si sono tolti la vita a Prato e Siena".